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Cinzia Fontana eletta coordinatrice territoriale del Partito Democratico Cremasco

Cinzia Fontana è la nuova coordinatrice territoriale del Partito Democratico Cremasco. Il coordinamento del circondario, composto dai segretari e dai rappresentanti di tutti i circoli locali, si è riunito nella serata di lunedì 4 febbraio 2019 ed ha eletto l’attuale assessore del Comune di Crema all’unanimità.

Una candidatura unitaria, apprezzata da tutti gli iscritti per la grande esperienza e per la profonda conoscenza delle dinamiche del territorio. Cinzia Fontana ha infatti ricoperto importanti incarichi politici, amministrativi e nel sindacato a livello locale: dapprima sindaco di Vailate, poi responsabile della Camera del Lavoro di Crema e infine parlamentare per 12 anni. Nel suo intervento la nuova coordinatrice ha ringraziato il predecessore Omar Bragonzi per il lavoro svolto ed ha delineato le priorità da seguire nell’immediato: l’organizzazione delle primarie del 3 marzo per la scelta del segretario nazionale PD, la campagna elettorale per le elezioni europee e comunali, il rilancio del radicamento territoriale, una nuova presenza mediatica del Partito che sappia coniugare vecchi e nuovi strumenti di comunicazione.

Convocato il Coordinamento Cremasco PD per lunedì 4 febbraio

Il coordinamento cremasco del Partito Democratico è convocato per lunedì 4 febbraio 2019 alle ore 21,00 presso la sede PD di Crema in Via Bacchetta. Come previsto dal regolamento congressuale, si procederà anche all’elezione del nuovo coordinatore territoriale.

In una lettera ai segretari di circolo e agli amministratori locali, il coordinatore uscente Omar Bragonzi ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a non ripresentarsi per un nuovo mandato alla guida dell’organizzazione: “Come già comunicato verbalmente ai più di voi nel mese di dicembre, il mutare dell’attività lavorativa di questi mesi non mi permette di proseguire nel ruolo di coordinatore cremasco. Non nascondo che la decisione sia stata ragionata quanto sofferta, ma per il bene del nostro territorio e del nostro partito credo sia indispensabile individuare una nuova figura ed in tempi brevi.  Il ruolo ha necessità di tempi e stimoli differenti da quelli che oggi ho a disposizione, mentre, conoscendo molti di voi, sono convinto, che il nostro circondario possa esprimere un valido profilo capace di costituire una buona struttura organizzativa ed innovativa, rapportarsi con i nostri circoli nell’attività politica quotidiana e sappia accompagnare ed anche guidare i nostri amministratori nelle scelte future per il bene del cremasco e del nostro partito. Già da ora permettetemi di cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro, che mi hanno accompagnato, supportato e sopportato in questa esperienza, consapevole di aver fatto parte di una vera comunità di persone disponibili, appassionate, in pratica speciali”.

Per l’elezione del nuovo coordinatore territoriale, le candidature dovranno essere inviate entro le ore 12,00 di venerdì 1 febbraio 2019 presso la sede PD di Crema o via mail a info@pdcrema.it.

Fusione Lgh-A2A: effetti positivi in termini di occupazione, qualità dei servizi e prospettive di sviluppo per il territorio

Nei giorni scorsi il Presidente di LGH ha presentato i risultati ottenuti nel corso del 2017 a seguito delle importati sinergie messe in campo tra LGH e A2A. Una crescita tra il 2016 ed il 2017 del 14,4% ed investimenti pari a 56,7 milioni contro i 47 milioni di € del 2016. Risultati questi che potrebbero portare benefici importanti ai territori che partecipano alla compagine di LGH, tra cui Crema ed il cremasco, in termini di risorse  distribuibili ai soci. Risultati concreti ottenuti dopo l’operazione di trasferimento da A2A del 51% di LGH. Risultati che si traducono in effetti positivi in termini di occupazione, qualità dei servizi e di prospettive di sviluppo, e che riguardano migliaia di cittadini.

Obiettivi che i sindaci hanno ed avevano ben chiari nel momento in cui si è scelta la strada da perseguire. La delibera dell’Anac è sicuramente un fatto che va preso con la giusta serietà, e le società coinvolte nell’operazione si adopereranno di conseguenza, ma non mette in discussione il merito dell’operazione che, al contrario di quanto alcuni vogliono far credere, sta dando risultati concreti.

A questo proposito sono intervenuti Omar Bragonzi (Coordinatore PD Cremasco) e Jacopo Bassi (Segretario cittadino e capogruppo PD in Consiglio comunale a Crema): “Difficile di fronte a questi risultati comprendere qualsivoglia richiesta di dimissioni e critica nei confronti dei sindaci che hanno sostenuto l’operazione, a meno che non siano figlie delle solite logiche di contrapposizione fini a sé stesse che, oltre a non interessare, non sono utili a nessuno. È infine paradossale rimarcare i giudizi a settimane alterne nei confronti del sindaco Bonaldi. Una settimana fa veniva giudicata dalla Lega Nord incapace di esprimere una leadership territoriale, mentre questa settimana viene imputata dai Cinque stelle come il sindaco fagocitatore e decisore nella scelta di aggregazione con A2A. Ci chiediamo: dove starà la ragione? Secondo noi, visti i primi risultati, sta nel merito delle cose”.

Sondaggio Ipsos: Stefania Bonaldi in testa nelle intenzioni di voto dei cremaschi

Nelle scorse settimane i cittadini cremaschi sono stati raggiunti telefonicamente da Ipsos, autorevole società di ricerca, per un sondaggio commissionato dal PD in merito alle elezioni amministrative del prossimo 11 giugno. “Ovviamente i sondaggi danno un’indicazione e siamo i primi ad esserne consapevoli – commenta Omar Bragonzi, coordinatore del PD Cremasco – e nonostante i risultati siano buoni, sarebbe un errore sederci sugli allori. Per questo il lavoro prosegue a fianco di Stefania Bonaldi con la determinazione di sempre sapendo di aver fatto bene e soprattutto che c’è ancora molto da fare”.

Il sondaggio si è tenuto tra il 16 e il 17 marzo, e ha coinvolto un campione valido di 500 telefonate. Il primo dato importante riguarda la notorietà del sindaco Stefania Bonaldi, pari al 99%. Mentre il gradimento dei cittadini sull’operato del Sindaco è pari al 57%. Ovviamente il giudizio positivo è molto alto tra gli elettori del Pd e tra quelli che si dichiarano “di sinistra”, ma è interessante il dato degli elettori di altri schieramenti. Infatti dal sondaggio risulta che tra gli elettori di centrodestra vi sia un giudizio positivo del 42% e tra quelli del Movimento 5 stelle del 49%.

Rilevante è il dato sul gradimento dei candidati a sindaco. Ancora una volta Stefania Bonaldi è in testa con il 49% dei giudizi positivi, mentre il candidato del centro destra Zucchi segue al 26%, e il candidato dei cinque stelle al 7%. Per quanto riguarda lo scenario di voto, i cittadini che ad oggi sono certi di recarsi alle urne risultano essere pari al 68%, un dato senza dubbio importante se pensiamo che mancano ancora più di due mesi alle elezioni. Per quanto riguarda i voti ai candidati, anche in questo caso Stefania Bonaldi si attesta prima intorno al 40%, con un distacco di 12% punti percentuali rispetto al candidato del centrodestra che, stando al sondaggio, risulta essere il principale competitor del sindaco Bonaldi. Infatti dal sondaggio il movimento cinque stelle in città si attesta al 18% circa. Un risultato che, in caso di ballottaggio, vedrebbe vincere Stefania Bonaldi sia con il centrodestra che con il candidato dei Cinquestelle.

Pianalto della Melotta, PD Cremasco: ”Il parere del Consiglio di Stato dimostra l’illegittimità d’azione del centrodestra cremonese. Ora si pensi ad un nuovo modello di sviluppo”

Con il parere del Consiglio di Stato del 24/01/2017 che dichiara illegittimi gli atti dell’ente Provincia di Cremona, allora governata dal centrodestra del Presidente Salini, inerenti l’iter che ha portato all’inserimento di un ambito estrattivo sul Pianalto di Romanengo-Melotta, si squarcia il velo su quello che fu una delle scelte più sciagurate della Politica del centro destra provinciale di Salini, sollecitato dai sindaci di centro destra del territorio soncinese, schierati a tal punto a favore della cava di argilla sull’area protetta, da farsi promotori di un protocollo di intesa che andasse nella direzione di scardinare i vincoli di tutela che insistevano sul geosito di Romanengo-Melotta. Il Consiglio di Stato si è così espresso a seguito del ricorso approntato dalle associazioni Ambientaliste WWF, Lega Ambiente, FAI, Italia Nostra che insieme all’amministrazione comunale di Romanengo, capitanata dall’allora Sindaco Marco Cavalli, si opponevano all’asservimento di uno strumento di pianificazione importantissimo come il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) e degli strumenti di tutela ambientale e territoriale, ivi contenuti, a favore  dell’escavazione di argilla. Questo anche ad indicare che non tutti gli amministratori del territorio erano schiacciati sulla scelta di cavare a discapito del grande valore del sito geologico.

In una nota congiunta Omar Bragonzi (coordinatore PD Cremasco), Vittore Soldo (segretario del circolo PD di Soncino) e Valentina Gritti (segretaria del circolo PD di Romanengo) hanno così commentato: “Oltre alla meritoria azione intrapresa dalle associazioni ambientaliste, a cui va il nostro plauso, e dall’amministrazione comunale di Romanengo di allora, anche il Partito Democratico cremasco e cremonese, nonché i circoli locali del PD, allora come oggi, si sono fortemente schierati a difesa dell’integrità del Pianalto, opponendosi allo stravolgimento degli atti amministrativi, volti a eliminare i vincoli di tutela di un bene comune così importante e unico come il sito della Melotta. Si ricordi inoltre la forte azione di opposizione esercitata dal consigliere regionale Agostino Alloni che in tutte le sedi amministrative ha denunciato l’illegittimità dell’azione intrapresa dal centrodestra cremonese. Questo dimostra e soprattutto in questo caso è  molto evidente che destra e sinistra non fanno le stesse scelte e operano la medesima politica di sviluppo del territorio e di difesa dell’Ambiente: il Partito Democratico e gli altri partiti di centrosinistra,  si sono da subito schierati a difesa del geosito mentre gli amministratori di centrodestra locali, composti da Forza Italia e Lega Nord, invece, oltre a non sapere nemmeno cosa rappresentasse il Pianalto nell’ambito della storia geologica regionale, si sono impegnate tenacemente per cancellare questo sito unico e non ricreabile, assecondando le seppur legittime richieste di un operatore del settore, ma promuovendo un percorso che andasse ad indebolire i vincoli di tutela precedentemente sovrapposti all’area del Pianalto.

Crediamo non sfuggirà a nessuno che per assecondare l’obiettivo dell’operatore che avrebbe utilizzato il materiale proveniente dal Pianalto, non solo si siano asserviti gli strumenti di pianificazione territoriale alle esigenze di un solo operatore ma si è approntato un percorso che ha allungato incredibilmente i tempi per l’approvazione del Piano Cave provinciale, mettendo in crisi la sussistenza e la sostenibilità delle altre imprese e di tutti gli altri operatori del settore estrattivo provinciale. In sintesi l’iter di approvazione del Piano Cave provinciale di Cremona, è  iniziato nel 2012, con la revisione dei quantitativi del precedente paino cave (2003-2013) e si è concluso ad ottobre 2016: 4 anni dedicati a smantellare i vincoli di tutela a favore di un solo operatore e a discapito di tutti gli altri operatori e della difesa del bene comune di un unicum come quello del Pianalto di Romanengo-Melotta. L’opera messa in atto per smantellare l’unicum geologico e ambientale del geosito della Melotta era iniziata dall’allora vice sindaco di Soncino, Gabriele Gallina, e dal sindaco di Soncino di allora, Francesco Pedretti, in accordo con i sindaci di Ticengo (quello di prima e quello di oggi), e dal sindaco di Casaletto: fieri rappresentanti di una politica che aiuta i “forti” ed esclude i “deboli” (i cittadini e tutti gli altri operatori del piano cave provinciale) e che considera un sito di grande importanza scientifica, come un “qualcosa” che debba essere posto in contrapposizione alle mire imprenditoriali di un’impresa locale, usando il ricatto morale dei posti di lavoro. In prima battuta ci verrebbe da chiedere se chi lavora presso gli altri operatori del settore estrattivo provinciale siano meno legittimi di quelli che lavorano nell’ambito argilla.

Inoltre si consideri che il parere del Consiglio di Stato espone ancora gli altri operatori del settore estrattivo, nell’ambito provinciale cremonese, a rischio di ulteriori lungaggini: sorge quindi una domanda…ma quale lavoro dovevano difendere Gallina, Cristiani e soci? Non siamo insensibili alla crisi del comparto edilizia e del fatto che questa si scarica sui lavoratori ma sappiamo anche che l’operatore a cui si è deciso di assecondare tutte le scelte ambientali e di pianificazione territoriale non solo gode di quantitativi di materia prima derivante dal materiale non consumato ma che il lavoro del comparto non dipende dalla disponibilità “dell’offerta”, ma dalla crescita della “domanda” e, come tutti dovrebbero sapere la domanda di manufatti derivanti dall’argilla è in forte contrazione così come il comparto edile: abbiamo costruito troppe case, molte nuove ma ancora vuote, e siamo un paese a crescita zero. Per quanto argomentato sopra ribadiamo la nostra soddisfazione per il parere del Consiglio di Stato a difesa del Pianalto: che serva come sprono per iniziare a pensare un altro modello di sviluppo e per non ripetere la cattiva politica messa in atto per smantellare il Pianalto della Melotta”.