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Elezioni regionali: nella lista PD per il territorio cremasco Piloni e Andreola

La Direzione regionale del Partito Democratico lombardo ha approvato le liste provinciali per le elezioni regionali del prossimo 12-13 febbraio 2022. Per la Provincia di Cremona i candidati saranno il consigliere regionale uscente Matteo Piloni, la consigliera comunale di Cremona Fabiola Barcellari, la consigliera comunale di Rivolta d’Adda Marta Adreola e l’ex sindaco del capoluogo e parlamentare Paolo Bodini.

Le candidature del Partito Democratico, che accompagneranno il candidato presidente Pierfrancesco Majorino, tengono insieme l’esigenza di dare rappresentanza territoriale ma anche quella di dare voce alle tematiche che i cittadini hanno vissuto sulla propria pelle, soprattutto nel recente passato: i limiti del sistema sanitario lombardo o i problemi del trasporto pubblico sono risultati evidenti a tutti. Ora si devono dare quelle risposte che la destra, al governo di Regione Lombardia da 28 anni, non ha saputo dare. Tra i diversi temi espressi attraverso le candidature individuate ci sono la salute pubblica, la questione giovanile, le infrastrutture, l’agricoltura, il lavoro, la formazione professionale, i diritti, il presidio delle vecchie e delle nuove fragilità, le istanze del mondo dell’impresa e della transizione ecologica rispetto alla quale siamo tutti chiamati a trovare nuove soluzioni per far convivere economia, inclusione sociale e l’ambiente in cui viviamo.

I candidati chiamati a rappresentare il territorio cremasco sono Matteo Piloni e Marta Andreola. Piloni consigliere regionale uscente che tanto e bene ha lavorato per creare quella connessione tra il nostro territorio e l’istituzione regionale al fine di migliorare quanto c’è ad oggi e per far arrivare ulteriori investimenti sul nostro territorio. A lui va riconosciuta la capacità di farsi portatore delle domande di tutto il territorio provinciale che, importante far presente, non sono mai state condizionate dal colore politico di chi esprimeva la richiesta. Marta Andreola, di Rivolta d’Adda, giovane donna, psicologa, impegnata nell’amministrazione del suo comune, che si è spesa per le tematiche sociali, le politiche per l’inclusione giovanile e il coinvolgimento nel mondo del lavoro e, non da ultimo, per il tema della parità di genere. Ora la sfida per le elezioni regionali del 13-14 febbraio 2022 per portare Pierfrancesco Majorino alla guida della Regione, per cambiare in meglio la Lombardia: il Partito Democratico Cremasco, i circoli, tutti gli iscritti e i militanti si impegneranno per sostenere Pierfrancesco e i nostri candidati sul territorio.

Dimissioni di Letizia Moratti: fallimento della giunta Fontana in Regione Lombardia

La vicepresidente di Regione Lombardia Letizia Moratti si è dimessa in aperta polemica con la giunta Fontana, accusata dalla stessa di “lentezze e difficoltà nell’azione amministrativa” ma soprattutto di “non rispondere più all’interesse dei cittadini lombardi”.

“Le dimissioni della vicepresidente Moratti – dichiara il consigliere regionale PD Matteo Piloni – certificano quello che da tempo sosteniamo: il centrodestra lombardo non esiste più. E da tempo la Lombardia è senza una guida che si occupi dei problemi dei cittadini. Il centrodestra che da 27 anni amministra la nostra Regione si è trasformato sempre più in un gruppo di potere dannoso, perché supino a interessi esterni all’amministrazione regionale. Adesso è il tempo di una vera svolta, l’alternativa che questa regione aspetta. E tutte le forze, a partire dal Partito Democratico, che in questi anni hanno fatto opposizione in Regione, hanno il dovere di dare ai cittadini un’amministrazione regionale che rilanci la Lombardia e affronti i tanti problemi dei lombardi”.

Anche il segretario provinciale del Partito Democratico di Cremona Vittore Soldo ha commentato le dimissioni della vicepresidente della giunta regionale: “Letizia Moratti, riferendosi alla giunta del Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, del quale era vice, all’atto delle sue dimissioni parla di “lentezze e difficoltà nell’azione amministrativa” ma soprattutto dice “che non risponde più all’interesse dei cittadini lombardi”. Se queste fossero dichiarazioni uscite da un esponente delle minoranze in Consiglio Regionale non ci sarebbe da meravigliarsi. Invece arrivano da colei che aveva avuto il ruolo di “assistere” da vicino Attilio Fontana, nella guida in Regione Lombardia, dopo che quest’ultimo aveva mostrato capacità di governo insufficienti e inadeguate per una regione come la Lombardia: ai lombardi questo era già risultato evidente sin dall’arrivo del Covid, con la gestione della prime misure di contenimento della pandemia, fino alla gestione quantomeno discutibile delle forniture di mascherine e dei camici per non parlare della prima piattaforma per le prenotazioni dei vaccini”.

“Adesso anche la Moratti – prosegue Soldo – arriva a prendere le distanze da colui che, nonostante gli scarsi risultati sia sulla partita della sanità che sui trasporti e sulle Infrastrutture, viene considerato da Salvini, intoccabile, risulta evidente che anche una parte del centrodestra sta sollevando delle critiche rispetto alla ricandidatura del Presidente uscente. Se la candidatura di Attilio Fontana venisse confermata sarebbe la dimostrazione che la Lega ed il centrodestra lombardo antepongono la spartizione del potere tra i partiti della coalizione al bene e agli interessi dei cittadini lombardi: nonostante il pessimo governo della Regione da parte di Fontana e nonostante i pessimi risultati elettorali della Lega alle ultime politiche, la Presidenza della Regione, deve rimanere appannaggio della Lega e il nome deve essere quello del governatore uscente. Diversamente si ammetterebbe tutta la mediocrità dell’azione di governo messa in campo e l’errore della scelta fatta a suo tempo.
I lombardi invece meritano amministratori all’altezza della loro operosità e della dedizione al proprio territorio e non devono subire governatori mediocri solo perché scelti in funzione di equilibri politici che non contemplano merito e comprovata capacità amministrativa”.

Anche la Provincia di Cremona – conclude il segretario provinciale PD – merita più attenzione dalla Regione, molta di più di quanta ne ha avuta sino ad oggi: serve una candidatura all’altezza delle sfide che ci aspettano. Il Partito Democratico e tutte le forze che si sono dichiarate e si dichiarano alternative a Fontana e al centrodestra lombardo, hanno il dovere di formulare una proposta politica che sappia ridare slancio alla nostra regione e risolvere i problemi ancora aperti: dalle criticità ambientali ad una Sanità che ha tempi sempre più lunghi e capacità di cura e prevenzione sempre meno efficaci. Dai trasporti ad infrastrutture che tengano conto delle potenzialità ancora inespresse, della nuove esigenze e dei problemi che ci sono ancora da risolvere”.

Dimissioni governo Draghi, Soldo (PD): “Centrodestra e M5S hanno pensato più al loro tornaconto che al bene del Paese”

Mario Draghi si è dimesso da Presidente del Consiglio: finisce così il governo di unità nazionale per volontà di un Parlamento che ha deciso di andare contro gli interessi del nostro Paese. A causare questa crisi, che pone grossi problemi a livello nazionale ed internazionale, sono stati il Movimento 5 Stelle e tutto il centrodestra. Il Partito Democratico ha messo tutto l’impegno possibile per evitare questo esito e sostenere un governo autorevole che potesse dare risposte agli italiani all’altezza delle sfide del periodo difficile che stiamo vivendo.

Il segretario provinciale Vittore Soldo, in un comunicato stampa, ha espresso la posizione del PD a livello locale, che si impegnerà fino in fondo per non lasciare l’Italia in mano a forze politiche che, alla prova dei fatti, si sono dimostrate inaffidabili e irresponsabili:

Draghi si è dimesso, la responsabilità di questo drammatico epilogo per l’Italia è tutta in capo ai Cinque Stelle e alle forze di centrodestra che hanno pensato più al loro tornaconto che al bene del Paese. L’Italia aveva bisogno di redigere una legge di bilancio e di tutte le riforme necessarie per disporre delle risorse del PNRR.  Con questa crisi, rischiamo invece di perdere questa grande opportunità che guarda al nostro futuro e delle nuove generazioni. Cosa sarebbe cambiato andare a scadenza naturale della legislatura invece di provocare, in modo irresponsabile, una crisi al buio, con una guerra nel cuore d’Europa, con una crisi energetica e ambientale e con una pandemia ancora minacciosa, che sembra poter avere una recrudescenza proprio in autunno, quando si andrà al voto?

Questa crisi fa perdere credibilità ed affidabilità all’Italia, alle sue istituzioni, a tutti gli italiani. Questa crisi la pagheranno i più fragili, già ulteriormente indeboliti dall’emergenza sanitaria, ma anche le donne, i giovani, gli imprenditori, alle prese con le difficoltà del reperimento delle materie prime e dei costi energetici, oltre alle famiglie, già messe in difficoltà dal caro bollette. Questa rottura l’hanno voluta i Cinque Stelle, che per risolvere le proprie contraddizioni hanno creato le condizioni di una crisi senza precedenti. Ne ha approfittato il centrodestra di Salvini, Meloni e Berlusconi, privilegiando gli interessi di bottega a quelli del nostro Paese. In questo contesto il Partito Democratico ha provato ad evitare una crisi che rischia di farci perdere 19 miliardi del PNRR e che blocca le riforme necessarie, con una guerra in corso alle porte dell’Europa e con la necessità di avere un fronte europeo unito.

Da una parte c’è chi, con senso di responsabilità, è al lavoro per affrontare i problemi del Paese, dall’altra chi ha agito solo per alimentare interessi di parte. La differenza è tutta qui. Il centrodestra ha tradito il Nord e i lombardi: se ne assuma tutta la responsabilità. Entro questa settimana convocheremo assemblee, aperte alla partecipazione di iscritti e simpatizzanti, per parlare della crisi di governo e prepararci al voto: non lasceremo l’Italia nella mani di una destra inaffidabile e irresponsabile.

Vittore Soldo – Segretario provinciale PD Cremona