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Violenza sui treni regionali: mozione per chiedere più sicurezza

La conferenza provinciale delle Donne Democratiche ha proposto a tutti gli amministratori locali del territorio di presentare una mozione sul tema della sicurezza a bordo dei treni regionali. Ultimamente si sono purtroppo verificati episodi di violenza sessuale nei confronti di giovani donne sulle linee ferroviarie di Trenord e tali eventi stanno generando nelle lavoratrici, studentesse e altre pendolari gravi situazioni di disagio e paura.

Tali situazioni hanno messo in luce la mancanza di controlli sui treni regionali, soprattutto nelle ore serali, evidenziando pure la totale assenza di dispositivi di sicurezza in caso di bisogno. L’obiettivo dell’iniziativa è la presentazione di una mozione da discutere nei consigli comunali per impegnare i sindaci del territorio ad attivarsi al più presto nel richiedere al Regione Lombardia e Trenord di organizzare   una presenza più sistematica di controlli da parte del personale ferroviario e dispositivi congrui sulle linee ferroviarie, soprattutto nelle ore serali, al fine di poter garantire a tutte le pendolari un utilizzo di servizi di trasporto in sicurezza in qualsiasi ora del giorno, come dovrebbe essere di diritto e di norma.

Approvata la riforma della sanità: centrodestra distante dai problemi e dalle richieste dei lombardi

Il consiglio regionale ha approvato la riforma della sanità lombarda di Moratti e Fontana. Il testo è stato licenziato con il voto favorevole della maggioranza di centrodestra e il voto contrario delle opposizioni, dopo tre settimane di maratona da parte del Partito Democratico e delle forze di centrosinistra per spiegare la propria visione alternativa di sanità per la Lombardia.

“Tutto il Partito Democratico della Lombardia è grato al gruppo regionale – dichiara il segretario regionale PD Vinicio Peluffo – che ha condotto per tre settimane una serrata battaglia in Consiglio regionale per difendere e promuovere un’idea diversa di sanità, capace di superare le interminabili liste di attesa, di dare risposte ai cittadini in ogni territorio e di riequilibrare il rapporto tra la Regione e la sanità privata. Tutte le forze di centrosinistra e il Movimento 5 stelle hanno lavorato unite, con un obiettivo comune, e questo è un fatto significativo. Il voto del centrodestra in aula era scontato, ma non è finita qui. Ora, con ancora più forza, il PD sarà tra i cittadini a spiegare che cambiare si può e che non ci si deve rassegnare a una Regione guidata dal centrodestra che è ormai avviluppata nelle sue stantie logiche di potere, così distanti dai problemi e dalle richieste dei lombardi.”

La scelta del relatore di maggioranza di non prendere nemmeno in considerazione gli ordini del giorno dell’opposizione di carattere territoriale ha causato grandi proteste da parti di tutti i gruppi di minoranza. Il consigliere regionale PD Matteo Piloni, che aveva presentato una serie di proposte per migliorare la sanità cremonese, cremasca e casalasca ha così commentato la decisione: “È molto grave che la giunta regionale abbia deciso di bocciare ‘per principio’ ogni ordine del giorno basato su richieste specifiche per un territorio senza nemmeno prenderli in considerazione. Non li hanno nemmeno letti. Il fatto che tutto il centrodestra non voglia che se ne parli è l’ennesimo strappo non tanto con il Partito Democratico e le altre opposizioni, ma con tutti cittadini cremonesi, cremaschi e casalaschi che della riforma sanitaria vogliono vedere i risultati nella loro vita reale, non solo nei proclami del centrodestra. Hanno impedito al Consiglio Regionale di determinare e indirizzare la politica della Giunta, calpestando la dignità dell’aula. È il modo più sbagliato di chiudere la discussione sul futuro della sanità lombarda”.

“Spiace – rileva sempre il consigliere PD della Provincia di Cremona – che il consigliere del territorio Degli Angeli non abbia partecipato al voto delle proposte per i nostri territori . Ringrazio invece il collega Lena per aver votato, a differenza della sua maggioranza, a favore ad alcune di queste proposte, tra cui quelle riguardanti l’Ats unica di Cremona e il potenziamento di alcuni servizi dell’ospedale di Cremona; i posti letto per l’Istituto di riabilitazione Kennedy e il potenziamento del servizio di neuropsichiatria a Crema; la chiusura della sperimentazione per il nuovo Robbiani di Soresina e il potenziamento del presidio sanitario Oglio Po a Casalmaggiore. È inutile andare sui giornali a sostenere battaglie e annunciare interventi, se poi non si votano le proposte per dare risposte ai territori e ai cittadini” conclude Piloni.

Per una sanità diversa e più vicina ai cittadini: le proposte PD per il territorio cremasco

Dal 10 novembre 2021 il Consiglio regionale della Lombardia discuterà la riforma della sanità. Il presidente della Regione Fontana e la sua vice Letizia Moratti avrebbero potuto, anzi, dovuto cambiare l’impianto attuale, nato nel 2015 con l’allora presidente Maroni che già aveva il torto di non correggere le storture della precedente era Formigoni. Storture che la pandemia ha oltremodo esasperato, soprattutto nei nostri territori che sono stati i più colpiti. Per l’assenza della medicina di territorio tantissimi cittadini si sono sentiti soli e sono stati lasciati soli. La sospensione degli esami e delle visite in ospedale continua e il problema svanisce solo se si è disposti a pagare la prestazione privatamente, un’ingiustizia a cui ci siamo quasi assuefatti. Per la carenza dei medici di base non si vede ancora una soluzione. Insomma, l’eccellenza della sanità lombarda scompare di fronte a tutti questi problemi che hanno origine in una visione del servizio sanitario pubblico tutto concentrato sugli ospedali, squilibrato nel rapporto tra pubblico e privato, mal distribuito sul territorio, dove manca il personale, i servizi sono spesso lontani e intere zone sono dimenticate.

Il consigliere regionale Matteo Piloni si prepara alla “maratona” sulla riforma sanitaria, non risparmiando critiche all’impostazione che la giunta Fontana ha voluto dare: “Non si può continuare così: dalla pandemia dobbiamo uscire più forti e il nostro servizio sanitario deve essere potenziato davvero e con una riforma vera, non con l’ennesimo cambio di denominazione che non risolve i problemi dei cittadini. Fontana e Moratti hanno dovuto introdurre elementi molto positivi, perché obbligati dal governo e allettati dai fondi europei. Si tratta delle “case” e “ospedali” di comunità: luoghi dove il cittadino può trovare tutte le cure primarie e di routine, a partire dal medico di base e dallo specialista. Ma occorre che chi governa ci creda davvero, altrimenti si tratterà solo di un cambio di insegna sulla porta d’ingresso e a uno spostamento di personale da una parte all’altra. E nei confronti della sanità privata, a cui oggi la Regione dà ingenti risorse senza imporre la propria programmazione, la nuova riforma riesce ad essere ancora più generosa, stabilendo per la prima volta l’equivalenza con la sanità pubblica”.

Il Partito Democratico ha una visione diversa sulla sanità in Lombardia: grande attenzione alla medicina territoriale e alla prevenzione, semplificazione delle procedure per il cittadino, valorizzazione del comparto sociosanitario e ridefinizione del rapporto con il privato che deve rispondere alla programmazione dei servizi da parte della Regione, integrando ciò che manca sul territorio. “Spiegheremo tutto questo con una maratona di interventi – sottolinea il consigliere regionale Piloni – che ci vedrà impegnati in Consiglio regionale per diversi giorni. Abbiamo centinaia di emendamenti di merito e li illustreremo tutti, anche se ci vorranno settimane. Porteremo in aula la voce dei cittadini che in queste ore ci stanno segnalando le loro storie e alcune specifiche proposte per rafforzare e migliorare la sanità dei nostri territori. Nei prossimi giorni proverò a portare tutte queste istanze all’attenzione del consiglio regionale e della giunta lombarda, con l’obiettivo di dare un contributo per una sanità diversa e più vicina ai cittadini”.

Ecco alcune proposte del gruppo consiliare PD che riguardano il territorio cremasco:
– Potenziamento dei servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza;
– Riequilibrio del numero dei posti letto nelle Rsa;
– Attivazione dei 20 posti letto già contrattualizzati per la riabilitazione presso la Fondazione Benefattori Cremaschi;
– Realizzazione di una casa della comunità presso l’immobile dell’ex tribunale;
– Realizzazione di Casa e Ospedale di comunità presso l’ospedale di Rivolta d’Adda e mantenimento della riabilitazione.