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Maroni vuole il “cantone” della Val Padana. La Regione definisce un unico ufficio territoriale per Cremona e Mantova

Maroni ha deciso: gli Ster, le sedi territoriali della Regione, verranno chiusi e al loro posto si istituiranno otto Uffici territoriali regionali sostanzialmente coincidenti con le nuove ATS (fa eccezione il territorio montano), le agenzie di tutela della salute che hanno sostituito, aggregandole, le vecchie Asl. Si tratta di una decisione assunta in via sperimentale contenuta nel Primo provvedimento organizzativo del 2016, approvato ieri dalla Giunta regionale. La riorganizzazione è fatta in vista del completo superamento delle Province che avverrà con l’approvazione della Riforma della Costituzione. L’assetto prefigurato nella delibera ricalca la proposta avanzata la scorsa settimana da Maroni di istituire in Lombardia otto cantoni.

Saranno quindi cancellati gli Ster di Cremona e Mantova anche se non è chiaro in quale delle due città avrà sede il nuovo UTR della Val Padana. Se fosse seguito lo stesso criterio delle ATS sarà a Mantova.

Molto critico il consigliere regionale del Pd Agostino Alloni: “A Maroni il parere del territorio non potrebbe interessare di meno. Pochi giorni fa, lanciando l’idea degli otto cantoni, aveva assicurato che avrebbe sentito anche le autonomie locali e i vari portatori di interesse, come noi gli abbiamo chiesto con forza, perché nella costruzione delle nuove aree vaste è necessario ragionare con criteri di omogeneità e funzionalità. Peraltro oggi c’è una grande confusione, con territori diversi per settori diversi: ci sono ancora le vecchie province, ci sono le ATS con altri confini, le agenzie della mobilità con altri confini ancora, poi ci sono le Aler e infine i collegi elettorali della Camera. Era davvero necessaria questa fuga in avanti? Secondo noi no e credo che bisognerà chiedere a Maroni e alla sua giunta di fermarsi. Anzi, di fare un passo indietro”.

Il 5 e 6 dicembre il PD in piazza per dire: “Italia, coraggio!”

I banchetti del PD del 5 e 6 dicembre vogliono essere una risposta a chi cerca di alimentare la paura con il terrorismo. E’ anche per questo che il prossimo fine settimana il PD scenderà in piazza con la manifestazione “Italia, coraggio!”.

Non ci faremo rinchiudere dalla paura. Tutti fuori, con mille banchetti nelle piazze di tutta Italia per ascoltare i commenti dei cittadini, raccogliere idee e mostrare i tanti risultati dell’azione di governo.

Saranno due mattinate di lavori seguiti in diretta da www.unita.tv con centinaia di parlamentari, consiglieri regionali e sindaci che staranno in mezzo alla gente. A parlare. Ma anche ad ascoltare. Italia, coraggio! A testa alta, senza paura.

italia coraggio

Anche la nostra Federazione darà il proprio contributo, organizzando dei presidi nei centri più importanti della nostra Provincia partendo da Cremona, Crema e Casalmaggiore.
C’è una canzone di De Gregori che dice “…e poi ti dicono tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera, ma è solo un modo per convincerci a restare chiusi dentro casa quando viene la sera”. Ecco. Noi non vogliamo restare chiusi dentro casa. Dobbiamo stare fuori, insieme a tutti coloro che credono che l’Italia ce la può fare, che lavorano quotidianamente per questo e che non si vogliono far vincere dalla paura.

Noi vogliamo continuare a lavorare per la tenuta democratica del nostro Paese, delle nostre Istituzioni e dell’Europa. Non passa giorno che queste non siano delegittimate e messe in discussione.

Il PD è l’unico partito che può “tenere insieme”, che può contrastare la paura, che può rafforzare e rilanciare i concetti di Democrazia e di Libertà. Questa è oggi l’identità e il senso di appartenenza del nostro partito.

E’ con questo spirito che scenderemo nelle piazze il prossimo 5 e 6 dicembre.

Matteo Piloni
Segretario provinciale PD

Di seguito i banchetti del PD in provincia di Cremona:
Circolo Giorno Orario Luogo
Bagnolo Cr.sco domenica 6 dicembre dalle 9 alle 12 piazza Aldo Moro
Casalbuttano sabato 5 dicembre dalle 9 alle 12 piazza Libertà
Casalmaggiore sabato 5 dicembre dalle 9.30 alle 12 mercato, piazza Garibaldi
Castelleone sabato 5 dicembre dalle 9.30 alle 12 portici di via Roma
Crema sabato 5 dicembre dalle 9 alle 11 mercato, via Verdi
Cremona sabato 5 dicembre dalle 9 alle 13 spazio Eventi, piazza Stradivari
Piadena  sabato 5 dicembre dalle 9.30 alle 12 piazza Garibaldi
Pizzighettone domenica 6 dicembre dalle 9.30 alle 12 presso la chiesa di San Bassiano
Vailate domenica 6 dicembre dalle 9.30 alle 12 piazza Cavour
Romanengo sabato 5 dicembre dalla 10 alle 12 piazza Matteotti
Sergnano domenica 6 dicembre dalle 9.30 alle 12.30 piazza Roma, davanti alla Chiesa
Vaiano Cr.sco domenica 6 dicembre dalle 9 alle 12 piazza Martiri della Libertà
Vescovato sabato 5 dicembre dalle 10 alle 12 piazza Roma
Montodine domenica 6 dicembre dalle 10 alle 12 piazza 25 aprile
Pianengo domenica 6 dicembre dalle 10 alle 12 piazza del Comune

Costituito il nuovo CdA A.ATO di Cremona. PD: ”Un altro importante passo avanti”

Il Partito Democratico esprime soddisfazione per la gestione del processo di formazione del nuovo Consiglio d’Amministrazione dell’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona.

Un percorso non scontato, durato mesi e che si è dimostrato in tutta la sua serietà e completezza nell’ottimo clima in cui s’è svolta la Conferenza dei Sindaci consentendo di votare all’unanimità la proposta di CdA. Una proposta che non solo ha tenuto in considerazione la quota di genere (due donne su cinque), ma soprattutto la rappresentanza territoriale, partendo dal Comune di Cremona che è rappresentato dall’assessore all’Ambiente Alessia Manfredini, nominata dalla conferenza, insieme al sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini (casalasco) e dall’assessore di Romanengo Ada Schiavini (cremasco), mentre nei prossimi giorni verranno scelti i due membri indicati dal Presidente della Provincia.

Un passaggio importante, in un momento non certo semplice, ma che dimostra la volontà dei sindaci di perseguire con determinazione il percorso che porterà alla costituzione di un’unica società del servizio idrico nella nostra provincia.

Come PD continuiamo a seguire questo processo con attenzione e convinzione, certi che porterà dei benefici ai nostri territori, alla qualità del servizio e degli impianti, e ai cittadini.

Il nostro augurio di buon lavoro al nuovo presidente della conferenza (Roberto Mariani, sindaco di Stagno L., con il quale è stato nominato anche il vice presidente nella figura di Virginia Susta, sindaco di Pessina Cr.ese) e al neo consiglio di amministrazione, con la certezza che sapranno dare il proprio contributo nel percorso intrapreso.

Bene anche la piccola, ma significativa modifica del regolamento della Conferenza dei Sindaci che, rendendo pubbliche le sedute al pari dei Consigli Comunali e Provinciali, si pone l’obiettivo di avvicinare la cittadinanza alle Amministrazioni.

Matteo Piloni, Segretario provinciale PD Cremona
Francesca Pontiggia, Responsabile ambiente PD Cremona

Alloni (PD): un flop il taglio dei ticket regionali sui farmaci, i lombardi versano più di prima

I dati della provincia di Cremona: in soli cinque mesi i cittadini hanno pagato 105 mila euro in più rispetto al 2013

Milano, 1 ottobre 2014 – Il presidente della Regione Lombardia è tornato lunedì ad annunciare l’intenzione di cancellare i ticket sanitari regionali, con un primo intervento nel 2015. Intanto, però, la prima manovra fatta dall’amministrazione Maroni sui ticket farmaceutici, in vigore da aprile 2014, si sta dimostrando un flop.

Al momento della presentazione dell’intervento Maroni spiegò che la Regione avrebbe investito 40 milioni di euro per cancellare i ticket farmaceutici a 800 mila lombardi (su 10 milioni). Fu anche lanciata la campagna di comunicazione “zero ticket”, con affissioni di manifesti in tutte le città lombarde, per il costo dichiarato di 200 mila euro a carico dei contribuenti.

Nei fatti, la Regione estendeva l’esenzione del ticket farmaceutico per gli anziani over 65 poco abbienti, spostando il limite di reddito massimo da 11 a 18 mila euro.

Alla luce dei dati ufficiali, su ormai cinque mesi di applicazione, per la Regione si è trattato di un’operazione a costo zero, anzi, con un relativo guadagno economico. Da aprile ad agosto l’ammontare dei ticket pagati dai lombardi non solo non è diminuito, ma è addirittura cresciuto, seppure di poco. Nei cinque mesi i lombardi hanno pagato circa due milioni di euro in più rispetto agli stessi mesi dello scorso anno (+1,87%), quando la misura non era in atto.

Sempre nello stesso periodo, rispetto allo scorso anno, i cittadini di Cremona e provincia hanno pagato in ticket sui farmaci 105 mila euro in più rispetto al 2013. E se i cittadini hanno pagato di più, la Regione ha invece risparmiato, perché la spesa farmaceutica complessiva (quanto Palazzo Pirelli deve alle farmacie per i farmaci acquistati dai lombardi) è sostanzialmente diminuita per oltre 25 milioni di euro, grazie soprattutto alla maggior diffusione dei farmaci generici. Per la regione c’è dunque un guadagno netto, l’esatto contrario di quanto prospettato.

“Sul taglio dei ticket Maroni aveva puntato molto in campagna elettorale e anche ora non passa giorno senza che ne prometta l’abolizione – dichiara il consigliere regionale del Pd Agostino Alloni -. Noi sosteniamo da tempo che un taglio era necessario, soprattutto per chi ha un reddito fino a 30 mila euro, e abbiamo anche indicato dove trovare le risorse. È evidente che il taglio fatto dalla giunta è stato un flop, o meglio, solo uno spot. Ci sono un certo numero di anziani, non certo 800 mila, come dichiarato da Maroni, che non pagano più il ticket sui farmaci, mentre la gran parte dei lombardi continua a pagare il superticket più costoso d’Italia. E i 40 milioni che i beneficiari del taglio avrebbero dovuto risparmiare? I conti non tornano, perché la Regione incassa addirittura di più. Quindi è ora di tagliare veramente, non solo i ticket farmaceutici ma soprattutto il superticket su visite ed esami. Le risorse ci sono”.

Il flop del taglio dei ticket sui farmaci potrebbe avere diverse motivazioni, ma la più significativa probabilmente concerne i numeri dei beneficiari: gli ultra sessantacinquenni in Lombardia sono circa due milioni, è quindi improbabile che quasi la metà (800 mila dichiarati dalla giunta) sia nella fascia di reddito compresa tra 11 e 18 mila euro.

dati federfarma lombardia

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia