Archivi tag: consiglio regionale

Disastro Trenord: mercoledì 16 ottobre presidi alle stazioni di Crema e Capralba

Nei mesi di giugno e luglio 2019 il servizio ferroviario regionale ha registrato ancora un netto peggioramento. A confermarlo sono gli stessi dati di Trenord di ottobre: tre delle quattro linee che interessano la Provincia di Cremona non hanno rispettato la soglia di puntualità. A questo si sono aggiunti, nei mesi estivi, gravi problemi per gli utenti per frequenti malfunzionamenti degli impianti di aria condizionata dei treni.

Purtroppo anche nei mesi di settembre e ottobre si stanno registrando pesantissimi disagi per i pendolari a causa dei troppi guasti ai treni. Per questo motivo il Partito Democratico della Lombardia ha indetto una giornata di mobilitazione regionale: nel territorio cremasco saranno organizzati, durante la mattinata di mercoledì 16 ottobre, presidi nelle stazioni di Crema e Capralba sulla linea ferroviaria Cremona-Treviglio. Saranno presenti anche dirigenti e amministratori locali, che si confronteranno con i pendolari sulle proposte per migliorare il servizio di Trenord.

Alla stazione di Crema (a partire dalle ore 6,45) sarà presente il consigliere regionale Matteo Piloni, che ha così spiegato il senso di questa iniziativa: “Giovedì 17 ottobre l’assessore regionale ai trasporti e l’amministratore di Trenord (entrambi in quota Lega) saranno presenti in commissione trasporti per aggiornare il consiglio regionale sulla situazione del servizio ferroviario lombardo. In quell’occasione vogliamo portare i racconti e le parole dei tanti pendolari che tutti i giorni prendono il treno. Avanzeremo anche proposte concrete: servono treni nuovi e risorse per abbattere i passaggi a livello e soprattutto una gara europea per avere un servizio che funzioni, con treni puntuali e sicuri. Il tempo degli annunci è finito, ora servono fatti e provvedimenti concreti”.


Territorio: con la nuova legge regionale si rischia una colata di cemento nelle campagne lombarde

Un articolo del progetto di legge regionale sulla rigenerazione urbana rischia di dare il via libera a grandi colate di cemento nelle zone agricole della Lombardia. A denunciarlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni che questa mattina, durante la seduta della commissione territorio del Consiglio regionale, ha sollevato la questione relativa ad un articolo della proposta di legge della giunta regionale, che avrebbe come scopo la riduzione del consumo di suolo e il recupero delle aree e del patrimonio edilizio. Tra le aree da recuperare ci sono anche le cascine, le stalle e i capannoni agricoli che costellano le campagne lombarde ma non solo, perché spesso sono state nel tempo inglobate dagli abitati.

Se passasse la nuova norma, potrebbe bastare che gli edifici rurali fossero non utilizzati da soli tre anni perché li si possa destinare ad altri usi diversi da quello agricolo. Con un premio: si potrebbero ampliare fino al 20%. “Quando la Lega e Forza Italia parlano di stop al consumo di suolo e di rigenerazione urbana c’è sempre qualche inghippo nascosto tra le righe – dichiara Piloni -. Questa norma è in evidente contrasto con l’azzeramento del consumo di suolo, in quanto sarà possibile trasformare un rudere all’interno di un’area agricola in un complesso di villette a schiera o in una palazzina. Questo porterà strade, servizi, altre lottizzazioni e quindi altro cemento. Un conto è il recupero del patrimonio storico esistente rappresentato anche da tante cascine, un altro è invitare a cementificare le campagne e dismettere le attività agricole. Con una mano Fontana e la Lega parlano di difendere il nostro territorio e le nostre aziende agricole e con l’altra vogliono portare il cemento nel cuore della campagna. Così è inaccettabile”.

Referendum su legge elettorale, Piloni (PD): “Le istituzioni non possono essere usate per questioni di parte”

Le opposizioni in Consiglio regionale della Lombardia hanno abbandonato l’aula per protesta contro lo svilimento dell’istituzione regionale, costretta ad approvare in fretta e furia la richiesta di referendum sulla legge elettorale nazionale, dopo il diktat lanciato da Matteo Salvini dal palco di Pontida il 15 settembre. Dopo la bocciatura da parte della maggioranza di centrodestra di due questioni pregiudiziali, basate sull’incostituzionalità del quesito, e di una questione sospensiva, Pd, M5S, Lombardi Civici Europeisti e +Europa hanno lasciato l’aula in polemica con la maggioranza, dopo aver mostrato cartelli con la scritta “Il Consiglio regionale non è via Bellerio”, la via di Milano dove la Lega ha la propria sede nazionale.

“Lega e alleati, che hanno sempre negato il carattere di urgenza alle questioni da noi poste più volte negli ultimi mesi in merito a sanità, morti sul lavoro, occupazione e clima, – commenta il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni – oggi hanno convocato un consiglio regionale straordinario perché hanno ritenuto invece molto urgente votare la proposta di un referendum per abrogare l’attuale legge elettorale. Avrebbero potuto raccogliere le firme dei cittadini, nelle piazze che conoscono tanto bene, invece di usare le istituzioni a proprio uso e consumo. Hanno voluto trasformare il Consiglio regionale in una succursale della sede della Lega, negando ogni dibattito e approfondimento su un tema che riguarda la democrazia, agendo sotto il diktat di Salvini e questo è francamente intollerabile se vogliono svilire l’istituzione lo faranno da soli, senza di noi. È una questione di rispetto della Regione e di chi essa rappresenta, non di maggioritario sì o maggioritario no, su cui il Parlamento avrà modo di discutere in modo serio e approfondito nei prossimi mesi”.

Treni, Piloni (PD): “Lega e Forza Italia si rifiutano di discutere in Consiglio regionale dei disagi dei pendolari”

“Lega e Forza Italia si rifiutano di discutere in Consiglio regionale dello stato dei treni in Lombardia: evidentemente ritengono che le cose vadano bene così”. Lo fa sapere il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni in merito a quanto accaduto ieri pomeriggio in Consiglio Regionale, dopo che la Regione ha rifiutato di mettere in discussione la mozione urgente presentata dal Pd sui disservizi del trasporto ferroviario regionale, acutizzatisi in questi ultimi giorni.

“È questa la considerazione che hanno dei pendolari? – attacca Piloni – I disagi in questi giorni sono stati e continuano ad essere pesanti, con treni cancellati e gravi ritardi causati anche dal malfunzionamento degli impianti di climatizzazione. Ma la Regione sembra non essersene accorta e continua a tenere la testa sotto la sabbia. La gestione lombarda del trasporto ferroviario non funziona, eppure il centrodestra continua a non fare nulla. Io continuo a ritenere che la gestione “a metà” con Ferrovie dello Stato non funzioni. Eppure la stessa FS, esattamente un anno fa, propose a Fontana di acquisire la maggioranza delle azioni, ma la Lega rifiutò, pensando più alle poltrone che ai pendolari. Serve una gara europea! È l’unica soluzione per realizzare un servizio ferroviario dignitoso” conclude il consigliere regionale Pd.

Trasporto pubblico, Piloni (PD): “Il governo giallo-verde obbligherà la Lombardia a fermare i bus di studenti e lavoratori. E’ questa l’autonomia?”

“Hanno negato finché hanno potuto ma ora anche chi governa la Regione ha dovuto ammettere che il governo Lega Cinquestelle si appresta a mettere in ginocchio il trasporto pubblico in tutta Italia e anche nella Lombardia del leghista Attilio Fontana. È questa l’autonomia per cui abbiamo fatto un referendum da 50 milioni di euro? Per vedere i bus degli studenti e dei lavoratori fermati dai tagli del governo gialloverde? E dove sono le rassicurazioni di Toninelli che diceva che finalmente si sarebbe tornati a investire sul trasporto pubblico locale? Lega e M5S si assumeranno tutta la responsabilità di ogni corsa che verrà tagliata.” Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni in merito alle dichiarazioni dell’assessore regionale Davide Caparini in audizione delle commissioni bilancio di Camera e Senato, in merito ai problemi che sarebbero causati dal taglio di 300 milioni di euro al trasporto pubblico locale, di cui oltre 50 per la Regione Lombardia, previsto dal Governo. I 300 milioni sono oggi parte del fondo messo a garanzia del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, obiettivi che lo stesso Governo, nel DEF, ammette che non saranno raggiunti.

Partito Democratico e Lombardi, Civici, Europeisti hanno depositato una mozione urgente in consiglio regionale per tornare a chiedere di farsi portavoce in tutte le sedi opportune per scongiurare il taglio dei fondi per il trasporto pubblico locale e, in caso questo non riuscisse, di stanziare le risorse mancanti nella prossima sessione di bilancio.