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Il Partito Democratico lombardo al lavoro per una radicale riforma della sanità regionale

Il Partito Democratico e il gruppo consiliare PD in Regione Lombardia sono al lavoro hanno chiesto alle istituzioni regionali che la discussione sulla riforma della sanità lombarda avvenga in modo aperto e pubblico: non è possibile che una questione così importante si tenga, tanto più in un momento come quello che stiamo vivendo, esclusivamente dentro al centrodestra. La sede di questo lavoro deve essere quella propria, ovvero la commissione sanità del consiglio regionale. Il gruppo regionale PD non si è limitato a questa richiesta, ma ha impostato una propria proposta perché il cambiamento di cui c’è bisogno sia radicale.

La pandemia, davanti alla quale è risultato chiaro a tutti come l’organizzazione sanitaria di Regione Lombardia non abbia saputo reggere, ha ben dimostrato la necessità di una riforma dell’intero sistema. L’orizzonte è rappresentato dalla legge regionale 23/2015, che era stata voluta da Maroni ed è stata poi portata avanti da Fontana, la cui sperimentazione scadrà a fine anno. È qui che si può intervenite per la radicale svolta che il PD chiede a livello regionale. Fin dal luglio scorso sono stati coinvolti nel lavoro di elaborazione medici, scienziati, esperti e amministratori locali per formulare una coraggiosa proposta alternativa. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ne ha parlato nei giorni scorsi, e ora si sta lavorando per definire e affinare le linee di quella che dovrà essere un’autentica rivoluzione, per la quale sarà necessario investire ingenti risorse da reperire anzitutto attraverso il MES e il Recovery Fund. Spetterà poi al gruppo regionale democratico, dopo un’ulteriore approfondimento, portare le proposte nell’unico luogo in cui esse devono essere presentate: l’assemblea legislativa di Regione Lombardia.

Il Partito Democratico ritiene innanzitutto che che vada modificata profondamente la governance stessa della sanità lombarda: medici e operatori sanitari devono poter lavorare sulla base di direttive chiare, cosa che nell’emergenza Covid è del tutto mancata. Occorre un’agenzia dedicata esclusivamente a ricerca e innovazione, le ATS vanno completamente riviste e dovrà essere un’agenzia regionale unica a dare linee unitarie e univoche valide per tutta la Regione. Il rapporto tra pubblico e privato andrà rivisto radicalmente, la medicina territoriale va valorizzata e non penalizzata, coinvolgendo direttamente i sindaci e recuperando il ruolo dei medici di base all’interno di unità socio-sanitarie con vera competenza sul loro territorio di riferimento. Il lavoro su questa proposta di riforma è tuttora aperto non solo al PD, ai suoi sindaci e amministratori locali, ma anche alle forze del centrosinistra, ovviamente a tutto il mondo della sanità e al contributo dei cittadini. E’ già in programma un nuovo incontro del Forum regionale sanità e da qui fino a Natale sono previste discussioni (online) in tutte le Federazioni provinciali. In vista della modifica della legge regionale 23/2015, che nei primi mesi del prossimo anno entrerà nel vivo, occorre l’impegno di tutti.

MES, Piloni (PD): “Regione Lombardia non può ignorare 6 miliardi di euro per rafforzare la sanità pubblica”

Sollecitare in sede di Conferenza delle Regioni e presso il Governo nazionale l’utilità del ricorso alle risorse del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) per il rafforzamento della gestione sanitaria della crisi pandemica, individuando e programmando investimenti e attività di prevenzione e di cura. È questo l’impegno richiesto a Regione Lombardia da una mozione urgente predisposta da tutti i consiglieri regionali del gruppo del Partito Democratico al Pirellone, caldeggiata in particolare dal consigliere Matteo Piloni.

“Durante l’Assemblea di Confindustria a Cremona si sono sentite dichiarazioni davvero preoccupanti in merito all’utilità dei fondi europei – fa sapere il consigliere regionale PD – e proprio in vista della presentazione, il prossimo 15 ottobre, del Piano nazionale della ripresa, abbiamo deciso come gruppo di impegnare Regione Lombardia a partecipare all’imponente lavoro di pianificazione necessario per poter attingere, nel migliore dei modi e senza spreco alcuno, a tutte le risorse disponibili. L’Unione europea – spiega Piloni – ha previsto 240 miliardi per la gestione sanitaria della crisi e in caso di adesione dell’Italia, tenendo anche conto delle quote di riparto del Fondo Sanitario Nazionale 2020, potrebbero ammontare a più di 6 miliardi di euro le risorse destinate alla Lombardia”.

“L’andamento attuale dei dati epidemiologici rende necessario rafforzare i presidi e le attività sanitarie, garantendo la continuità in sicurezza anche delle altre prestazioni ordinarie e tali obiettivi impongono urgentemente alla Regione un’azione di programmazione e d’individuazione di nuove risorse disponibili – conclude Piloni citando una delle premesse della mozione e conclude – Anche perché la sicurezza della salute garantisce la sicurezza e la tenuta del nostro tessuto socio economico”.

Trenord, Piloni (PD): “La Regione deve garantire treni certi e ripristinare le corse sulle linee ferroviarie del territorio”

“Abbiamo chiesto a Regione Lombardia di intervenire per il ripristino delle corse abolite sulle nostre linee e la possibilità per pendolari, viaggiatori e studenti di muoversi liberamente grazie ad una programmazione oraria più frequente e più compatibile con gli orari cittadini”. È quanto annuncia il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni che ha presentato oggi una interrogazione a risposta scritta in merito al ripristino delle corse ferroviarie Trenord di collegamento con la Provincia di Cremona e il territorio cremasco.

“In particolare sulla linea Cremona-Treviglio-Milano, sulla Cremona-Brescia e sulla Codogno-Cremona-Mantova, linee tuttora rimaste sprovviste di numerose corse nell’arco della giornata, specialmente in orari di punta – spiega Piloni – le corse ferroviarie di Trenord continuano ancora oggi a subire riduzione e tagli senza alcuna organicità di sistema. Nonostante dal 30 maggio scorso non siano più in vigore le modifiche delle corse introdotte nella fase 1 per il contenimento del Covid, non sono ancora stati pubblicati gli orari definitivi delle corse in vigore dal primo settembre e gli utenti sono costretti a verificare ogni giorno se il proprio treno partirà o no. In sostanza, non è mai stato ripristinato il 100% delle corse, quindi non è stato rispettato quanto previsto dal contratto di servizio, oltretutto da poco rinnovato senza gara per altri 9 anni”.

Conclude il consigliere regionale PD: “In piena Fase 3 e a pochi giorni dalla riapertura delle scuole, tutto questo è inaccettabile! Porterà gravissimi disagi ai pendolari e il rischio sarà che molti di loro non utilizzeranno più i mezzi pubblici. Chiediamo che la Regione garantisca un servizio efficiente e treni certi per i pendolari lombardi”.