Archivi tag: consiglio regionale

Per una sanità diversa e più vicina ai cittadini: le proposte PD per il territorio cremasco

Dal 10 novembre 2021 il Consiglio regionale della Lombardia discuterà la riforma della sanità. Il presidente della Regione Fontana e la sua vice Letizia Moratti avrebbero potuto, anzi, dovuto cambiare l’impianto attuale, nato nel 2015 con l’allora presidente Maroni che già aveva il torto di non correggere le storture della precedente era Formigoni. Storture che la pandemia ha oltremodo esasperato, soprattutto nei nostri territori che sono stati i più colpiti. Per l’assenza della medicina di territorio tantissimi cittadini si sono sentiti soli e sono stati lasciati soli. La sospensione degli esami e delle visite in ospedale continua e il problema svanisce solo se si è disposti a pagare la prestazione privatamente, un’ingiustizia a cui ci siamo quasi assuefatti. Per la carenza dei medici di base non si vede ancora una soluzione. Insomma, l’eccellenza della sanità lombarda scompare di fronte a tutti questi problemi che hanno origine in una visione del servizio sanitario pubblico tutto concentrato sugli ospedali, squilibrato nel rapporto tra pubblico e privato, mal distribuito sul territorio, dove manca il personale, i servizi sono spesso lontani e intere zone sono dimenticate.

Il consigliere regionale Matteo Piloni si prepara alla “maratona” sulla riforma sanitaria, non risparmiando critiche all’impostazione che la giunta Fontana ha voluto dare: “Non si può continuare così: dalla pandemia dobbiamo uscire più forti e il nostro servizio sanitario deve essere potenziato davvero e con una riforma vera, non con l’ennesimo cambio di denominazione che non risolve i problemi dei cittadini. Fontana e Moratti hanno dovuto introdurre elementi molto positivi, perché obbligati dal governo e allettati dai fondi europei. Si tratta delle “case” e “ospedali” di comunità: luoghi dove il cittadino può trovare tutte le cure primarie e di routine, a partire dal medico di base e dallo specialista. Ma occorre che chi governa ci creda davvero, altrimenti si tratterà solo di un cambio di insegna sulla porta d’ingresso e a uno spostamento di personale da una parte all’altra. E nei confronti della sanità privata, a cui oggi la Regione dà ingenti risorse senza imporre la propria programmazione, la nuova riforma riesce ad essere ancora più generosa, stabilendo per la prima volta l’equivalenza con la sanità pubblica”.

Il Partito Democratico ha una visione diversa sulla sanità in Lombardia: grande attenzione alla medicina territoriale e alla prevenzione, semplificazione delle procedure per il cittadino, valorizzazione del comparto sociosanitario e ridefinizione del rapporto con il privato che deve rispondere alla programmazione dei servizi da parte della Regione, integrando ciò che manca sul territorio. “Spiegheremo tutto questo con una maratona di interventi – sottolinea il consigliere regionale Piloni – che ci vedrà impegnati in Consiglio regionale per diversi giorni. Abbiamo centinaia di emendamenti di merito e li illustreremo tutti, anche se ci vorranno settimane. Porteremo in aula la voce dei cittadini che in queste ore ci stanno segnalando le loro storie e alcune specifiche proposte per rafforzare e migliorare la sanità dei nostri territori. Nei prossimi giorni proverò a portare tutte queste istanze all’attenzione del consiglio regionale e della giunta lombarda, con l’obiettivo di dare un contributo per una sanità diversa e più vicina ai cittadini”.

Ecco alcune proposte del gruppo consiliare PD che riguardano il territorio cremasco:
– Potenziamento dei servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza;
– Riequilibrio del numero dei posti letto nelle Rsa;
– Attivazione dei 20 posti letto già contrattualizzati per la riabilitazione presso la Fondazione Benefattori Cremaschi;
– Realizzazione di una casa della comunità presso l’immobile dell’ex tribunale;
– Realizzazione di Casa e Ospedale di comunità presso l’ospedale di Rivolta d’Adda e mantenimento della riabilitazione.

Sanità lombarda: le proposte del Partito Democratico

La pandemia Covid-19 ha mostrato con evidenza tutti gli errori che sono stati compiuti dalla giunte regionali guidate dal centrodestra in Lombardia per quasi trent’anni, da Formigoni a Maroni, fino a Fontana. Il più cospicuo tra tutti questi sbagli è stato il sistematico smantellamento della medicina territoriale, il cui prezzo è stato pagato dai cittadini lombardi prima sottotraccia, in un modo che appariva chiaro solo a chi viveva il dramma della malattia, ma che ora è lampante per tutti proprio a causa del Coronavirus e dello sconvolgimento che questo ha portato nelle nostre vite.

Il sistema socio-sanitario non può fondarsi solo sugli ospedali, per centrale che sia il loro ruolo: i temi della medicina territoriale, della presenza concreta nei luoghi che i cittadini realmente vivono e della prevenzione sono da portare adesso in primo piano, soprattutto alla luce del fatto che la legge 23/2015 che regola questa materia è in vigore a titolo sperimentale (scaduto a dicembre del 2020) e va ora rivista come ha sottolineato del resto – e con grande chiarezza – il ministro della salute Roberto Speranza nella lettera in cui, proprio nello scorso dicembre, ha parlato dell’esito di questi cinque anni di sperimentazione in Lombardia.

Il consigliere regionale Matteo Piloni ha seguito direttamente l’iter di questa proposta: “Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo purtroppo dovuto fronteggiare l’ondata pandemica, ma abbiamo continuato a riflettere sulle necessarie modifiche a un sistema sanitario non solo duramente messo alla prova da Covid-19, ma comunque bisognoso di significativi aggiornamenti. Per l’approvazione delle modifiche alla legge regionale 23/2015 il ministero della salute aveva indicato 120 giorni di tempo e proprio ora, quindi, il consiglio regionale discuterà un nuovo testo di legge. Il Partito Democratico lombardo, attraverso l’ascolto degli esperti, il dialogo con le realtà territoriali e il lavoro del forum regionale Sanità, ha elaborato una serie di proposte che sono state poi ulteriormente affinate dal gruppo democratico in Regione Lombardia e in seguito approvate dalla Direzione regionale PD”.

Il Partito Democratico della Lombardia intende aprire un confronto con chi vorrà dare il proprio contributo: il gruppo regionale PD ha avviato l’interlocuzione sul tema con le parti sociali, le associazioni di categoria, le università e tutto il vasto mondo che di sanità si occupa nella nostra Regione. Oltre a questo sono stati predisposti volantini, manifesti e card social per tutte le province lombarde: anche nel Cremasco saranno organizzati varie iniziative e volantinaggi, a partire da Crema dove nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 luglio 2021 si terranno due diversi banchetti informativi dalle ore 9,00 alle 12,00 in centro storico.

Informazioni: https://cdn.pdlombardia.it/wp-content/uploads/2021/03/PropostePdRiformaSSR-Esposizione.pdf

Caos vaccini in Lombardia: inaccettabili ulteriori ritardi

A seguito delle pesanti carenze organizzative che si sono verificati nella campagna vaccinale lombarda anti Covid il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha azzerato il Cda della società Aria, sotto accusa per i disagi che si sono verificati, in particolare a Cremona, nel corso degli ultimi giorni. Fin da inizio pandemia questa società, controllata al 100% dalla stessa Regione, ha presentato non pochi problemi, a partire dalla difficoltà nell’approvvigionamento delle mascherine protettive per arrivare poi al caos organizzativo e gestionale della campagna vaccinale.

“Bene l’azzeramento dei vertici di Aria – afferma il consigliere regionale Matteo Piloni – la società voluta, scelta e guidata da Regione Lombardia per la gestione della campagna vaccinale, i cui vertici sono nominati da Fontana e dalla Moratti. Un atto che è una vera e propria ammissione di responsabilità. E non poteva essere altrimenti. Un atto dovuto e normale di fronte ai disservizi degli ultimi giorni. Ma non basta azzerare i vertici. Il sistema non funziona, e non basterà nemmeno cambiare la piattaforma per vaccinare i nostri anziani. Regione dia gli elenchi degli over 80, degli insegnanti e delle persone più fragili alle singole Asst e ai Comuni, che hanno dimostrato di poter fare a meno del sistema regionale e di saper fare molto meglio di chi guida la Regione. . Ai cittadini interessa soprattutto sapere quando e dove saranno vaccinati”.