Archivi tag: attilio fontana

Dimissioni di Letizia Moratti: fallimento della giunta Fontana in Regione Lombardia

La vicepresidente di Regione Lombardia Letizia Moratti si è dimessa in aperta polemica con la giunta Fontana, accusata dalla stessa di “lentezze e difficoltà nell’azione amministrativa” ma soprattutto di “non rispondere più all’interesse dei cittadini lombardi”.

“Le dimissioni della vicepresidente Moratti – dichiara il consigliere regionale PD Matteo Piloni – certificano quello che da tempo sosteniamo: il centrodestra lombardo non esiste più. E da tempo la Lombardia è senza una guida che si occupi dei problemi dei cittadini. Il centrodestra che da 27 anni amministra la nostra Regione si è trasformato sempre più in un gruppo di potere dannoso, perché supino a interessi esterni all’amministrazione regionale. Adesso è il tempo di una vera svolta, l’alternativa che questa regione aspetta. E tutte le forze, a partire dal Partito Democratico, che in questi anni hanno fatto opposizione in Regione, hanno il dovere di dare ai cittadini un’amministrazione regionale che rilanci la Lombardia e affronti i tanti problemi dei lombardi”.

Anche il segretario provinciale del Partito Democratico di Cremona Vittore Soldo ha commentato le dimissioni della vicepresidente della giunta regionale: “Letizia Moratti, riferendosi alla giunta del Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, del quale era vice, all’atto delle sue dimissioni parla di “lentezze e difficoltà nell’azione amministrativa” ma soprattutto dice “che non risponde più all’interesse dei cittadini lombardi”. Se queste fossero dichiarazioni uscite da un esponente delle minoranze in Consiglio Regionale non ci sarebbe da meravigliarsi. Invece arrivano da colei che aveva avuto il ruolo di “assistere” da vicino Attilio Fontana, nella guida in Regione Lombardia, dopo che quest’ultimo aveva mostrato capacità di governo insufficienti e inadeguate per una regione come la Lombardia: ai lombardi questo era già risultato evidente sin dall’arrivo del Covid, con la gestione della prime misure di contenimento della pandemia, fino alla gestione quantomeno discutibile delle forniture di mascherine e dei camici per non parlare della prima piattaforma per le prenotazioni dei vaccini”.

“Adesso anche la Moratti – prosegue Soldo – arriva a prendere le distanze da colui che, nonostante gli scarsi risultati sia sulla partita della sanità che sui trasporti e sulle Infrastrutture, viene considerato da Salvini, intoccabile, risulta evidente che anche una parte del centrodestra sta sollevando delle critiche rispetto alla ricandidatura del Presidente uscente. Se la candidatura di Attilio Fontana venisse confermata sarebbe la dimostrazione che la Lega ed il centrodestra lombardo antepongono la spartizione del potere tra i partiti della coalizione al bene e agli interessi dei cittadini lombardi: nonostante il pessimo governo della Regione da parte di Fontana e nonostante i pessimi risultati elettorali della Lega alle ultime politiche, la Presidenza della Regione, deve rimanere appannaggio della Lega e il nome deve essere quello del governatore uscente. Diversamente si ammetterebbe tutta la mediocrità dell’azione di governo messa in campo e l’errore della scelta fatta a suo tempo.
I lombardi invece meritano amministratori all’altezza della loro operosità e della dedizione al proprio territorio e non devono subire governatori mediocri solo perché scelti in funzione di equilibri politici che non contemplano merito e comprovata capacità amministrativa”.

Anche la Provincia di Cremona – conclude il segretario provinciale PD – merita più attenzione dalla Regione, molta di più di quanta ne ha avuta sino ad oggi: serve una candidatura all’altezza delle sfide che ci aspettano. Il Partito Democratico e tutte le forze che si sono dichiarate e si dichiarano alternative a Fontana e al centrodestra lombardo, hanno il dovere di formulare una proposta politica che sappia ridare slancio alla nostra regione e risolvere i problemi ancora aperti: dalle criticità ambientali ad una Sanità che ha tempi sempre più lunghi e capacità di cura e prevenzione sempre meno efficaci. Dai trasporti ad infrastrutture che tengano conto delle potenzialità ancora inespresse, della nuove esigenze e dei problemi che ci sono ancora da risolvere”.

SOS medici di base: il Partito Democratico in piazza per raccogliere le firme

Centinaia di Comuni lombardi stanno soffrendo la grave carenza di medici di base e di pediatri di libera scelta, con estremo disagio di tutta la cittadinanza ed in particolare delle fasce più fragili. Tra questi anche molti Comuni del territorio. Proprio ieri la giunta regionale ha pubblicato l’aggiornamento delle carenze dei medici di base negli ambiti territoriali: per la Provincia di Cremona parliamo di 50 medici di base che mancano, di cui 33 solo nel territorio cremasco.

Di fronte a questo dato preoccupante, il segretario provinciale del Partito Democratico Vittore Soldo e il consigliere regionale Matteo Piloni lanciano una mobilitazione sul territorio: “Se partiamo dal presupposto che ogni medico di base può avere fino a 1.500 pazienti (portato fino a 2.000 in Lombardia), parliamo di almeno 75mila cittadini della nostra Provincia che potrebbero non avere il medico di base. Si tratta di una vera e propria emergenza. Tra il 2020 e il 2021 la pandemia ha evidenziato le gravi carenze organizzative e di risorse dedicate nella nostra Regione alla medicina territoriale. Carenze che, chi governa la nostra Regione da più di 25 anni, non ha affrontato. E continua a non farlo”.

“Per questi motivi nelle prossime settimane saremo in piazza – proseguono Soldo e Piloni – insieme ai cittadini, per promuovere una raccolta firme indirizzata al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e all’assessore al welfare Letizia Moratti per chiedere di  formare più medici di medicina generale, aumentando le borse di studio e adeguandone il valore economico a quello delle altre specialità; incentivare i medici ad esercitare nei luoghi carenti, mettendo a loro disposizione spazi e risorse per i collaboratori di studio, abbattendo anche la burocrazia; programmare le sostituzioni per tempo, al fine di non lasciare i cittadini senza medico. La mobilitazione del Partito Democratico inizierà sabato 26 marzo 2022 con una serie di banchetti già organizzati a Cremona, Crema, Casalmaggiore e Castelleone per poi proseguire anche nei giorni successivi in altri paesi della Provincia di Cremona”.

Casa di comunità di Crema: sbagliata la scelta di Regione Lombardia di non investire sull’ex tribunale

La richiesta di potenziare i servizi socio-sanitari di Crema utilizzando anche l’ex tribunale è stata bocciata dalla giunta regionale lombarda. Regione Lombardia, come comunicato dall’assessore Letizia Moratti, ha infatti scelto come destinazione della futura Casa di Comunità (centro che ospiterà molti servizi socio-sanitari per tutto il territorio cremasco) l’edificio di Via Gramsci che attualmente alcuni uffici dell’Asst. La collocazione dell’immobile però presenta molte criticità: innanzitutto mancanza di parcheggi, scarsa accessibilità e spazi ristretti.

Il consigliere regionale Matteo Piloni ha così commentato la decisione di Regione Lombardia: “Il presidente Attilio Fontana, in visita a Crema pochi mesi fa, aveva dichiarato che l’ex tribunale sarebbe stato un luogo idoneo per la realizzazione di una Casa di Comunità e che la scelta sarebbe stata presa dopo alcune verifiche infrastrutturali e, comunque, insieme all’amministrazione comunale della città, cosa che poi non si è realizzata. Le verifiche hanno dato esito positivo ma la scelta di Regione è caduta sull’altro immobile di Via Gramsci, che non è per niente idoneo allo scopo. Al contrario, realizzare la Casa di Comunità presso  l’ex tribunale è molto più utile e vantaggioso, per Crema e tutto il territorio, per molte ragioni”. Eccone cinque:

  • L’area è dotata di parcheggio, facilmente accessibile e vicino all’ospedale
  • Lo studio sulla vulnerabilità attesta la sicurezza infrastrutturale dell’edificio
  • Gli ampi spazi interni consentono la presenza di più servizi socio-sanitari
  • Troverebbero spazio alcuni servizi dell’ospedale per i quali oggi viene pagato un affitto
  • La Regione otterrebbe gratuitamente l’ex tribunale per realizzare servizi e uffici del sistema sanitario pubblico