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SOS medici di base: il Partito Democratico in piazza per raccogliere le firme

Centinaia di Comuni lombardi stanno soffrendo la grave carenza di medici di base e di pediatri di libera scelta, con estremo disagio di tutta la cittadinanza ed in particolare delle fasce più fragili. Tra questi anche molti Comuni del territorio. Proprio ieri la giunta regionale ha pubblicato l’aggiornamento delle carenze dei medici di base negli ambiti territoriali: per la Provincia di Cremona parliamo di 50 medici di base che mancano, di cui 33 solo nel territorio cremasco.

Di fronte a questo dato preoccupante, il segretario provinciale del Partito Democratico Vittore Soldo e il consigliere regionale Matteo Piloni lanciano una mobilitazione sul territorio: “Se partiamo dal presupposto che ogni medico di base può avere fino a 1.500 pazienti (portato fino a 2.000 in Lombardia), parliamo di almeno 75mila cittadini della nostra Provincia che potrebbero non avere il medico di base. Si tratta di una vera e propria emergenza. Tra il 2020 e il 2021 la pandemia ha evidenziato le gravi carenze organizzative e di risorse dedicate nella nostra Regione alla medicina territoriale. Carenze che, chi governa la nostra Regione da più di 25 anni, non ha affrontato. E continua a non farlo”.

“Per questi motivi nelle prossime settimane saremo in piazza – proseguono Soldo e Piloni – insieme ai cittadini, per promuovere una raccolta firme indirizzata al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e all’assessore al welfare Letizia Moratti per chiedere di  formare più medici di medicina generale, aumentando le borse di studio e adeguandone il valore economico a quello delle altre specialità; incentivare i medici ad esercitare nei luoghi carenti, mettendo a loro disposizione spazi e risorse per i collaboratori di studio, abbattendo anche la burocrazia; programmare le sostituzioni per tempo, al fine di non lasciare i cittadini senza medico. La mobilitazione del Partito Democratico inizierà sabato 26 marzo 2022 con una serie di banchetti già organizzati a Cremona, Crema, Casalmaggiore e Castelleone per poi proseguire anche nei giorni successivi in altri paesi della Provincia di Cremona”.

Casa di comunità di Crema: sbagliata la scelta di Regione Lombardia di non investire sull’ex tribunale

La richiesta di potenziare i servizi socio-sanitari di Crema utilizzando anche l’ex tribunale è stata bocciata dalla giunta regionale lombarda. Regione Lombardia, come comunicato dall’assessore Letizia Moratti, ha infatti scelto come destinazione della futura Casa di Comunità (centro che ospiterà molti servizi socio-sanitari per tutto il territorio cremasco) l’edificio di Via Gramsci che attualmente alcuni uffici dell’Asst. La collocazione dell’immobile però presenta molte criticità: innanzitutto mancanza di parcheggi, scarsa accessibilità e spazi ristretti.

Il consigliere regionale Matteo Piloni ha così commentato la decisione di Regione Lombardia: “Il presidente Attilio Fontana, in visita a Crema pochi mesi fa, aveva dichiarato che l’ex tribunale sarebbe stato un luogo idoneo per la realizzazione di una Casa di Comunità e che la scelta sarebbe stata presa dopo alcune verifiche infrastrutturali e, comunque, insieme all’amministrazione comunale della città, cosa che poi non si è realizzata. Le verifiche hanno dato esito positivo ma la scelta di Regione è caduta sull’altro immobile di Via Gramsci, che non è per niente idoneo allo scopo. Al contrario, realizzare la Casa di Comunità presso  l’ex tribunale è molto più utile e vantaggioso, per Crema e tutto il territorio, per molte ragioni”. Eccone cinque:

  • L’area è dotata di parcheggio, facilmente accessibile e vicino all’ospedale
  • Lo studio sulla vulnerabilità attesta la sicurezza infrastrutturale dell’edificio
  • Gli ampi spazi interni consentono la presenza di più servizi socio-sanitari
  • Troverebbero spazio alcuni servizi dell’ospedale per i quali oggi viene pagato un affitto
  • La Regione otterrebbe gratuitamente l’ex tribunale per realizzare servizi e uffici del sistema sanitario pubblico

Caos vaccini in Lombardia: inaccettabili ulteriori ritardi

A seguito delle pesanti carenze organizzative che si sono verificati nella campagna vaccinale lombarda anti Covid il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha azzerato il Cda della società Aria, sotto accusa per i disagi che si sono verificati, in particolare a Cremona, nel corso degli ultimi giorni. Fin da inizio pandemia questa società, controllata al 100% dalla stessa Regione, ha presentato non pochi problemi, a partire dalla difficoltà nell’approvvigionamento delle mascherine protettive per arrivare poi al caos organizzativo e gestionale della campagna vaccinale.

“Bene l’azzeramento dei vertici di Aria – afferma il consigliere regionale Matteo Piloni – la società voluta, scelta e guidata da Regione Lombardia per la gestione della campagna vaccinale, i cui vertici sono nominati da Fontana e dalla Moratti. Un atto che è una vera e propria ammissione di responsabilità. E non poteva essere altrimenti. Un atto dovuto e normale di fronte ai disservizi degli ultimi giorni. Ma non basta azzerare i vertici. Il sistema non funziona, e non basterà nemmeno cambiare la piattaforma per vaccinare i nostri anziani. Regione dia gli elenchi degli over 80, degli insegnanti e delle persone più fragili alle singole Asst e ai Comuni, che hanno dimostrato di poter fare a meno del sistema regionale e di saper fare molto meglio di chi guida la Regione. . Ai cittadini interessa soprattutto sapere quando e dove saranno vaccinati”.