Archivi categoria: Primarie

Al via il Congresso del Partito Democratico: domenica 3 marzo le primarie per il segretario nazionale

La Direzione nazionale del Partito Democratico ha approvato all’unanimità (con sole 4 astensioni) il regolamento congressuale: le primarie per eleggere il nuovo segretario nazionale si terranno domenica 3 marzo. Queste le tappe fondamentali del percorso di avvicinamento alle primarie: entro il 4 dicembre si dovranno insediare le commissioni provinciali e regionali. Il termine ultimo per le presentazioni delle candidature a segretario nazionale è fissato per il 12 dicembre. Per quanto riguarda il tesseramento, c’è da registrare l’importante apertura all’iscrizione online. L’adesione al Pd con formula classica, infatti, è stata chiusa nella giornata di oggi 28 novembre. Dal 3 al 21 dicembre sarà possibile, invece iscriversi online, come richiesto da molte personalità del partito. Con un’unica riferimento di pagamento, si potranno iscrivere al massimo due persone e prima di dare il via libera all’adesione vi sarà un doppio livello di verifica, nazionale e territoriale.

Dal 7 al 23 gennaio si svolgeranno le convenzioni nei circoli, il 29 e 30 gennaio quelle provinciali e, infine, il 2 febbraio, la convenzione nazionale. Dopo questo appuntamento fondamentale, i tre candidati che avranno ottenuto più voti nella convenzione nazionale (a patto che superino il 15% dei voti) avranno tempo fino all’11 febbraio per la presentazione delle liste e poi convincere gli elettori a sceglierli nella consultazione aperta nei gazebo, che si terrà il 3 marzo. Il 5 marzo avverrà, dopo le dovute verifiche, la certificazione del risultato e il 10 marzo si svolgerà l’Assemblea nazionale che eleggerà formalmente il nuovo segretario.

Pizzetti al Lingotto:”Con Renzi e Martina per trovare le ragioni di un impegno che ci accomuna.”

Di seguito pubblichiamo l’intervento di Luciano Pizzetti al Lingotto a Torino, a sostegno di Matteo Renzi e Maurizio Martina.

“Noi siamo qui dopo vittorie e sconfitte per superare limiti ed errori. Per dare corpo a un progetto di trasformazione incisivo e inclusivo. Direi per aggiornare il profilo politico del PD, facendone la dorsale del sistema democratico riformato e di un centrosinistra attraente.

Matteo Renzi ha scrollato l’albero di una struttura Paese incistata da conservatorismi, caste e oligarchie. Radicata in un riformismo proclamato e raramente praticato. È caduto anche qualche frutto sanno che sarebbe stato ben meglio non cadesse. Ma il progetto di liberare il Paese da ciò che Guido Carli definì lacci e lacciuoli non deve essere abbandonato. Altrimenti non recupereremo mai il gap di crescita che ci separa dal resto d’Europa. Per colpa nostra non dell’Europa. Con questi lacci non ci sarà crescita, non ci sarà inclusione, non ci sarà eguaglianza. Questa era la ragion d’ essere del PD dieci anni fa. Va ribadita oggi dallo stesso luogo. In un Occidente in cui la globalizzazione ha generato nuovi poveri in balia di populismi e sotto attacco dei fondamentalismi.

Contrariamente a ciò che sostengono alcuni che si sono purtroppo separati da noi, è la destra che esiste in natura non la sinistra. La sinistra nasce per contrastare e contenere ciò che un tempo si chiamava darwinismo sociale. Per promuovere inclusione. Perciò è colpa grave dividere e scindere, rinunciando a far vivere il pluralismo dentro di noi. Un grande italiano di questa città, Norberto Bobbio, ventitré anni fa scrisse un libro significativo, DESTRA E SINISTRA. Metteva in luce le radicali differenze tra le due nozioni socio-politiche. A chi si è separato da noi, ma penso anche ad alcuni di noi, sarebbe utile una rilettura di quel testo. Per aggiornare mappa e coordinate. Per scoprire che pur con errori evidenti questo Pd non ha smarrito la via.

Renzi ha compiuto diversi errori di approccio e di valutazione. Il quaranta per cento alle europee non era un’ investitura diretta ma la richiesta di aiuto di un popolo smarrito. Il referendum sulle trivelle non era un un atto contro la modernità ma un appello contro la globalizzazione che intimorisce. Il referendum costituzionale è passato per il suo contrario: una compressione di partecipazione e democrazia anziché la valorizzazione di entrambe. Un di meno invece che un di più. Errori politici che trovano origine nella ricerca di una relazione diretta tra leader e popolo, saltando tutto ciò che sta nel mezzo. Ma così il leader si fa popolo a caro prezzo e il popolo non si fa nazione. Ciò che sta nel mezzo in passato spesso ha generato concertazione e consociazione. Oggi deve indurre partecipazione e condivisione. Il salto produce lacerazioni e sconfitte, soprattutto in tempo di crisi. Soprattutto in un Paese a fragile tenuta, caratterizzato da una commistione tra conservatorismo di massa è riformismo virtuale che passa con troppa nonchalance da Piazza Venezia a Piazzale Loreto. È il riformismo a non essere un pranzo di gala, altro che rivoluzione. Perché la ragione non sempre sta con la maggioranza, ma senza maggioranza la ragione è irragionevolezza. Perciò non basta un leader illuminato e determinato. Serve una comunità. Serve un corpo partecipe, non un’intendenza che segue. Convinto e dunque convincente. Insomma serve un partito.

Ma di cambiamenti veri sono ricche le pagine dell’agenda di questi tre anni, seppur in condizioni proibitive data l’assenza di una maggioranza di Governo lineare e il permanere di un debito pubblico altissimo. Dunque la domanda di fondo è: al netto degli errori l’azione riformista immaginata e perseguita in questo tempo è servita e serve al Paese? Io penso sia servita e serva moltissimo. È la ragione per cui persone come me sono qui e non altrove. Io che non sono mai transitato dalla Leopolda penso che si possa andare oltre il Lingotto senza passare per Bad Godesberg. Noi dobbiamo impedire che la vittoria del no tiri il sipario sul cambiamento del sistema politico e istituzionale. Senza quel cambiamento è complicato governare l’economia e combattere le diseguaglianze. Trasformazione istituzionale inclusione sociale sono le due facce di una medesima medaglia. Quella medaglia si chiama civiltà democratica. Una grande cultura socialista, poi purtroppo perdutasi nei miasmi della questione morale, in quattro parole definì un progetto strategico: PROMUOVERE I MERITI E AFFRONTARE I BISOGNI. Da lì occorre ripartire. Non si può senza politica e senza cambiare la politica. Non si può senza Europa e senza cambiare l’ Europa. Non si può senza partecipazione e senza cambiare la Repubblica.

In questi anni ci abbiamo provato. Alcuni risultati sono venuti. Se Renzi non li rivendicasse sarebbe omissione di verità. Gli errori possono offuscare i risultati ma non cancellarli. È in corso un poderoso tentativo di ripristino dell’Ancien Régime. Con lo scopo di affrontare i populismi si fanno morire le diversità e le alternanze. Il ritorno al proporzionale della Prima Repubblica sarà l’asfissia della democrazia e non fermerà i populismi. Un ritorno oltretutto imperniato su partiti non più partiti, sradicati socialmente e spesso ridotti a grumi di potere. Occorre evitare assolutamente l’ inversione di rotta e portare a compimento una riforma elettorale e un impianto costituzionale di stampo maggioritario e diretto. La governabilità non è la negazione della democrazia ma il suo compimento nella libertà. Con un sistema equilibrato di pesi e contrappesi. Anche da qui può muovere un nuovo e moderno centrosinistra. Spero che dalle imminenti elezioni francesi venga una poderosa testimonianza a sostegno di queste esigenza italica.

Questo luogo, ciò che ne uscirà in termini di progetto, di visione costituisce ad oggi l’unico argine alla deriva. Dobbiamo raccontarlo. Per unire, dopo e oltre il quattro dicembre, chi convintamente ha votato sì e diversi che pur votando no non hanno smarrito le ragioni del cambiamento. Per questo il combaciare di Segretario e candidato leader non è velleità o carta straccia. È un vero combinato disposto sostanziale. È un’idea di democrazia repubblicana per riconnettere istituzioni e popolo. In questa resistenza che è speranza c’è voglia di futuro. C’è un’ idea di partito. C’è un’idea di Italia. E la stabilità potrà essere qualcosa di più della paura del voto che sorregge l’attuale continuità parlamentare. Dunque niente paura come cantava Ligabue. Non stiamo andando contro il muro come diversi commentatori interessati e rassegnati ci dicono. Stiamo cercando di evitare che la breccia si chiuda. Non serve per questo coraggio, serve responsabilità verso il Paese e convinzione nei valori che ci hanno portati qui. Valori non di ex, non di post ma di gente presente che incarna le ragioni di un impegno che ci accomuna. “

Il PD di Soncino esprime grande soddisfazione per l’importante prova di partecipazione democratica svoltasi domenica scorsa. La presenza di 750 persone alle primarie per la scelta del candidato sindaco della coalizione “Cambia Soncino” testimonia la profonda volontà dei cittadini soncinesi di partecipare ad un importante processo di rinnovamento politico del paese.

Ovviamente il PD di Soncino vuole esprimere la sua più sincera gratitudine a Davide Pagliarini ed a quanti hanno sostenuto la sua candidatura. L’importante lavoro svolto da Davide in questi anni e la sua profonda conoscenza amministrativa si rivelerà sicuramente importante per l’intera coalizione e una fondamentale risorsa per la nostra comunità.

Il voto consegna al candidato Giovanni Gabriele Moro la responsabilità e la stimolante sfida di farsi interprete di un desiderio di cambiamento e partecipazione. A lui e a tutta la coalizione ovviamente il PD esprime la sua piena collaborazione. Ora l’obiettivo è di lavorare tutti assieme per la stesura di un programma elettorale veramente alternativo a questo centro-destra soncinese, sia dal punto di vista sia degli atteggiamenti, che dovranno sempre essere chiari e trasparenti, sia per quanto riguarda le scelte amministrative.

Per questo il direttivo del PD vuole affermare con chiarezza che il suo intento è di lavorare lealmente per la coalizione, pretendendo che la lealtà sia reciproca, il programma dovrà essere steso insieme, con pari dignità delle varie componenti della coalizione in modo che tutto sia condiviso . Il PD è consapevole che solamente secondo queste linee di partecipazione e democrazia è possibile creare una reale e vincente alternativa all’attuale amministrazione di centro-destra.

Marco Roccatagliata
Circolo di Soncino, Ticengo e Cumignono S/N (CR)

Soncino verso le primarie

Incontro con Stefania Bonaldi e Umberto Ambrosoli.

Il regolamento per le primarie a Soncino illustrato alla cittadinanza giovedì 27 novembre. Ore 21.00 – Sala Conferenze della Filanda di Soncino.

Il percorso delle Primarie di coalizione per il candidato Sindaco di Soncino si apre ufficialmente giovedì 27 novembre. L’occasione è l’incontro di presentazione del regolamento alla cittadinanza, alle ore 21.00 presso la Sala Conferenze della Filanda di Soncino, alla presenza di due ospiti importanti: Stefania Bonaldi, sindaco di Crema e Umberto Ambrosoli, consigliere Regionale della Lombardia.

I due invitati parleranno della loro esperienza di Primarie, di come le hanno gestite e dell’importanza che queste hanno avuto sia a livello comunale (nel caso della Bonaldi) che a livello regionale (per Ambrosoli).

La coalizione formata da ApertaMenteLAb,Partito Democratico e La Svolta, con l’appoggio di Sinistra Ecologia e Libertà, ha deciso di utilizzare questo strumento per favorire una maggiore partecipazione tra i cittadini che potranno così scegliere tra i candidati quello dal quale si sentiranno meglio rappresentati e che dovrà, soprattutto, rappresentare nel migliore dei modi il cambiamento e l’alternativa alla giunta che governa attualmente il nostro paese.

Le primarie per il candidato Sindaco sono una novità assoluta per Soncino, un segnale forte per la comunità nel segno della trasparenza, dell’apertura e della partecipazione. Già annunciata la data delle votazioni che si svolgeranno nella giornata di domenica 11 gennaio 2015 con seggi a Soncino e nelle frazioni (Gallignano, Villacampagna e Isengo). La raccolta delle firme degli eventuali candidati partirà già il 28 novembre e si concluderà il 7 dicembre, mentre la campagna elettorale vera e propria potrà prendere il via l’8 dicembre 2014 e si dovrà concludere il 3 gennaio 2015. Potranno votare tutti i cittadini residenti a Soncino che abbiano compiuto i 16 anni.

 

Primarie Vaiano Cremasco

Alle primarie di Vaiano Cremasco hanno votato in 357: Marco Corti ha ottenuto 201 voti, mentre Romano Sponchioni si è fermato a 156.

Marco Corti è quindi il candidato sindaco di Unità Democratica Popolare.

Il comitato promotore e il PD locale esprimono soddisfazione per la buonissima partecipazione, e per la capacità dei due candidati di aver stimolato l’interesse nei cittadini.

A Romano Sponchioni va il ringraziamento per l’ottimo risultato ottenuto e a Marco Corti l’augurio di buon lavoro per la campagna elettorale in vista delle amministrative del 25 maggio.

Risultati delle Primarie Regionali

Domenica 16 febbraio si sono svolte le primarie per la scelta del Segretario Regionale del PD e i membri che andranno a comporre l’Assemblea Regionale.

Alessandro Alfieri è stato eletto Segretario Regionale del Partito Democratico.

In provincia di Cremona, Alessandro Alfieri ha ottenuto 465 voti (51,8%) mentre Diana de Marchi ha raccolto 432 voti (48,2%). I votanti sono stati 905 con 6 schede bianche e 2 nulle. Per maggiori informazioni potete scaricare la scheda dei dati seggi primarie.

Il risultato regionale definitivo è il seguente: Alessandro Alfieri 13.660 (57,2%); Diana De Marchi 10.225 (42,8%); schede bianche 224; nulle 63. Votanti 24.172.

Per Cremona sono stati eletti nell’assemblea regionale:

Ivana Cavazzini (Drizzona), Federico Capoani (Castelleone), Valentina Gritti (Romanengo), Roberto Galletti (Cremona), Manuela Piloni (Crema), Mauro Giroletti (Sergnano) – in lista per ALESSANDRO ALFIERI

Matteo Ceni (Cremona), Annamaria Abbate (Cremona), Daniele Di Rubbo (Cremona), Livia Severgnini (Crema), Vittore Soldo (Soncino), Eleonora Sessa (Cremona) – in lista per DIANA DE MARCHI

16 febbraio, primarie per il segretario regionale: i candidati e i seggi in provincia

Si terranno quindi domenica 16 febbraio le primarie per la scelta del segretario regionale del PD Lombardo.

I due candidati sono Diana de Marchi e Alessandro Alfieri. Potete leggere un articolo di presentazione dei candidati sul sito del PD Lombardia.

Per sapere, invece, dove recarvi a votare, potete aprire il documento che contiene l’indicazione di luoghi ed orari dei seggi primarie 16 febbraio.

Per maggiori informazioni potete leggere: