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Partecipazione alla manifestazione nazionale contro intolleranza e xenofobia (Como – 9 dicembre 2017)

Sabato 9 dicembre si terrà a Como una manifestazione organizzata dal Partito Democratico nazionale contro ogni forma di intolleranza e xenofobia, a seguito degli ultimi preoccupanti fatti di cronaca. L’appuntamento è per le ore 11.00 al Monumento alla Resistenza europea presso il Lungolago Mafalda di Savoia. La manifestazione è aperta alla partecipazione di tutte le associazioni e di tutti i cittadini che ne condividono lo spirito.

La federazione provinciale PD di Cremona  intende favorire e organizzare la partecipazione di iscritti e simpatizzanti. Chi fosse intenzionato a partecipare da Crema e dal territorio cremasco può inviare una mail a info@pdcrema.it o chiamare il numero tel. 0373/200812.

Contro la violenza di genere: dalle parole ai numeri

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno.

Ecco il volantino preparato dal Partito Democratico con le misure intraprese dal governo italiano per contrastare concretamente la violenza di genere:

Al via il Reddito d’Inclusione. Cinzia Fontana (PD): “Prima misura strutturale per la lotta alla povertà”

Inclusione sociale, dignità delle persone, presa in carico con un patto tra servizi e famiglie, priorità ai nuclei con minori e fragilità:sono questi gli ingredienti contenuti nel “reddito di inclusione”, la prima misura nazionale di contrasto alla povertà assoluta, che prevede un beneficio economico collegato a un progetto personalizzato di uscita dalla povertà. Una vera novità per il nostro paese, perché si comincia finalmente a dare una risposta universale, di sistema, non più parcellizzata e frammentata, alle tante situazioni concrete di povertà nel nostro Paese.

Cinzia Fontana, deputata del Partito Democratico, ha così commentato la misura: “Abbiamo voluto affrontare con questi interventi una delle eredità più pesanti del lungo periodo di crisi alle nostre spalle, una crisi economica, occupazionale e sociale che ha segnato in maniera profonda le condizioni delle famiglie. Se guardiamo infatti i dati Istat confrontando il 2005 con il 2013 (l’anno con l’incidenza più alta della povertà nel nostro Paese), non solo in quell’arco di tempo il numero delle famiglie e degli individui in povertà assoluta è più che raddoppiato, ma si è verificata anche una diversa composizione della platea rispetto al passato, essendo l’area della povertà cresciuta particolarmente in segmenti della popolazione prima ritenuti poco vulnerabili. Nel 2005 si stimavano in Italia 932 mila famiglie in condizione di povertà assoluta (pari al 4% delle famiglie residenti) per un totale di 2 milioni e 381 mila individui (pari al 4,1% dell’intera popolazione). Nel 2013 le famiglie risultavano 2 milioni e 28mila (pari al 7,9% delle famiglie residenti) che coinvolgevano 6 milioni e 20mila individui (pari al 9,9% della popolazione). Gli ultimi dati, risalenti al 2016, hanno fatto registrare un miglioramento grazie ad alcune misure sperimentali messe in campo da questa legislatura. Tuttavia, la situazione rimane ancora difficile e, da qui, la scelta di intervenire con una misura strutturale e legata a progetti personalizzati di presa in carico delle famiglie più fragili. A peggiorare in modo significativo negli anni sono state soprattutto le famiglie di 4 componenti, in particolare delle coppie con due figli. E il dato più allarmante è quello che riguarda i minori: 1 milione e 131mila minori (pari al 10,9%) si trovano in povertà assoluta (erano il 3,9% nel 2005!). Negli ultimi dieci anni l’incidenza del fenomeno è invece rimasta stabile tra gli anziani (era il 4,5% nel 2005 ed è il 4,1% oggi)”.

E’ evidente quindi come, nel sistema nazionale di protezione sociale, erano rimasti fuori finora almeno due grandi tipologie di cittadini: i disoccupati involontari dilungo periodo e le famiglie con figli a carico e con genitori in condizioni di incapienza. Ecco perché sono proprio queste le situazioni cui il reddito di inclusione messo in campo in questa legislatura da Governo, Parlamento e mondo associativo riunito nella “Alleanza contro la Povertà”, entra così in vigore una misura che consente finalmente di riallinearci al resto dei Paesi dell’Unione europea. Il reddito di inclusione può contare su uno stanziamento significativo di risorse: circa 1 miliardo 800 milioni l’anno.

“Queste risorse – prosegue la deputata PD Fontana – dovrebbero essere sufficienti a dare sostegno a circa 500 mila famiglie, corrispondenti a 1 milione e 800 mila persone (un terzo cioè di coloro che l’Istat stima in stato di povertà assoluta). E’ sufficiente? No, certo. Non basta a sradicare il fenomeno, non copre per ora tutti i potenziali destinatari, però si comincia a fare sul serio. E si continuerà a lavorare, a partire dalla prossima legge di bilancio, per implementare le risorse e, di conseguenza, la platea. Ma perché ciò sia possibile, è fondamentale che nel territorio si attivino tutti quei servizi di presa in carico dei soggetti e delle famiglie per aiutarli nel percorso di fuoriuscita dalla povertà, non solo intesa come reddito ma soprattutto come una questione di superamento di un certo tipo di vissuto, che molte volte si concretizza in un degrado esistenziale. Capovolgere la passiva visione assistenzialista troppo spesso radicata nel nostro Paese deve diventare il vero obiettivo, al fine di mettere al centro la dignità della persona e della sua famiglia e la sua stessa assunzione di responsabilità. Insomma, un cambio di paradigma sostanziale”.

Con la pubblicazione nei giorni scorsi del decreto attuativo sono state definite le modalità applicative della norma, che entrerà pienamente in vigore dal 1°gennaio 2018.

Conciliazione tempi di vita e lavoro: al via gli sgravi contributivi

Prende il via la procedura per ottenere gli sgravi contributivi destinati ai datori di lavoro del settore privato per la promozione di misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata. Si tratta di un’agevolazione prevista nel Jobs Act e per la quale sono state destinate risorse pari a circa 55 milioni euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018.

La decontribuzione riguarda i contratti aziendali, anche in recepimento di contratti territoriali, sottoscritti dal 1° gennaio 2017 al 31 agosto 2018, che contengono interventi di conciliazione per i dipendenti, migliorativi rispetto alle previsioni di legge o del contratto collettivo nazionale di riferimento. Il contratto aziendale deve riguardare un numero di lavoratori pari almeno al 70% della media dei dipendenti occupati dal medesimo datore di lavoro nell’anno precedente la domanda.

Cinzia Fontana, deputata PD, che ha seguito la materia in Parlamento, precisa: “Le tre linee di intervento individuate dal decreto attuativo riguardano il sostegno alla genitorialità, la flessibilità organizzativa e l’erogazione di servizi di welfare aziendale a favore delle lavoratrici e dei lavoratori. I datori di lavoro che intendano usufruire della decontribuzione dovranno effettuare il deposito telematico del contratto aziendale, anche qualora si tratti del recepimento di un contratto territoriale di secondo livello, presso la Direzione territoriale del lavoro competente e, successivamente, inviare un’apposita istanza sul portale INPS”.

Per accedere alle risorse stanziate per l’anno 2017 il deposito del contratto deve avvenire entro il 31 ottobre 2017 e la richiesta all’INPS deve essere inoltrata entro il 15 novembre 2017. Rispetto alle risorse del 2018, il termine per il deposito è fissato al 31 agosto 2018, mentre quello per l’invio dell’istanza all’Inps al 15 settembre 2018.

10° anniversario del Partito Democratico: sabato 14 ottobre iniziativa a Crema

Sabato prossimo ricorre il 10° anniversario dalla nascita del Partito Democratico, che mosse i suoi primi passi proprio con le primarie del 14 ottobre 2007 che elessero, con grande partecipazione popolare, Walter Veltroni primo segretario del nuovo partito. Per l’occasione il Coordinamento cremasco del Partito Democratico organizza un brindisi tutti insieme SABATO 14 OTTOBRE alle ore 11.00 in sede PD a Crema (via Bacchetta 2).

Pensioni: al via “Ape sociale” e “Quota 41”. Cinzia Fontana (PD): “Maggiore serenità ed equità per i lavoratori”

Pubblicati ieri in Gazzetta Ufficiale – e in vigore da oggi – i decreti attuativi sul pensionamento anticipato per le lavoratrici e i lavoratori precoci (quota 41) e sull’Ape sociale. Approvate con la legge di bilancio 2017, le due misure rivolte ai lavoratori in condizione di maggiore difficoltà prevedono:

1) Per il lavoratori precoci la riduzione a 41 anni di contributi del requisito per accedere alla pensione anticipata (anziché gli attuali 42 anni 10 mesi per gli uomini e 41 anni 10 mesi per le donne) indipendentemente dall’età anagrafica

2) Per i lavoratori che hanno almeno 63 anni di età, una indennità, chiamata Ape sociale, fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (attualmente 66 anni 7 mesi), quindi per un periodo massimo di 3 anni e 7 mesi.

In entrambi i casi, per poter accedere ad una delle misure previste, occorre essere in possesso di determinati requisiti a partire dal 1° maggio 2017 (allego schede esplicative). Per quest’anno le domande dovranno essere presentate entro il 15 luglio.

La deputata PD Cinzia Fontana ha così commentato l’entrata in vigore di queste due misure: “Dopo l’estensione della quattordicesima alle pensioni fino a due volte il minimo e l’aumento dell’importo sulle pensioni fino a 1,5 volte il minimo (che sarà erogata il prossimo 1° luglio a 3,6 milioni di pensionati), dopo l’approvazione del cumulo gratuito dei periodi contributivi, dopo la parificazione della no tax area dei pensionati a quella dei lavoratori dipendenti dal 2017, dopo i recenti provvedimenti sul reddito di inclusione per le fasce più deboli, con i decreti attuativi su quota 41 e sull’Ape sociale si compie un ulteriore passo in avanti nella direzione della giustizia sociale e a favore di chi è in condizione di maggiore disagio. La conferma, quindi, che il Governo e il Partito Democratico hanno deciso di restituire ai lavoratori e ai pensionati un po’ di serenità e di equità, immettendo risorse sul sistema pensionistico dopo anni di sacrifici molto pesanti. Una svolta, insomma, davvero importante”.

Spazi finanziari per 4,3 milioni di euro ai Comuni della Provincia di Cremona

La deputata cremasca del Partito Democratico Cinzia Fontana ha inviato all’attenzione di tutti i sindaci della Provincia di Cremona una nota con gli spazi finanziari attribuiti dalla legge di bilancio 2017. Agli enti locali della nostra provincia infatti sono stati concessi spazi finanziari per un importo pari a 4,3 milioni di euro, di cui circa la metà destinati all’edilizia scolastica. Come previsto dalla legge di bilancio per il 2017, infatti, il Governo ha assegnato 700 milioni di euro agli enti locali – di cui 300 milioni per interventi di edilizia scolastica – al fine di favorire opere di investimento, da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti oppure il ricorso al debito.

Per l’edilizia scolastica la ripartizione degli spazi richiesti è stata assegnata in base alle seguenti priorità: interventi di edilizia scolastica già avviati con risorse acquisite mediante mutuo e per i quali erano già stati attribuiti spazi nel 2016; interventi di nuova costruzione di edifici scolastici, con progetto esecutivo già validato ed interventi di edilizia scolastica, con progetto esecutivo già validato.

Per gli interventi diversi dall’edilizia scolastica, l’assegnazione degli spazi ha seguito i seguenti criteri: investimenti finanziati con avanzo di amministrazione o mutuo dai Comuni istituiti a seguito di fusione e dai Comuni con popolazione inferiori a 1.000 abitanti, già in possesso dei progetti esecutivi; interventi di edilizia scolastica non soddisfatti dagli spazi finanziari concessi con la procedura precedente; investimenti per adeguamento sismico degli immobili, già dotati di progetto esecutivo ed investimenti per prevenzione rischio idrogeologico e per la messa in sicurezza di siti inquinati ad alto rischio ambientale, già dotati di progetto esecutivo.

Si allega l’elenco dei Comuni con gli spazi finanziari assegnati: Spazi finanziari Comuni CR 2017

Pizzetti al Lingotto:”Con Renzi e Martina per trovare le ragioni di un impegno che ci accomuna.”

Di seguito pubblichiamo l’intervento di Luciano Pizzetti al Lingotto a Torino, a sostegno di Matteo Renzi e Maurizio Martina.

“Noi siamo qui dopo vittorie e sconfitte per superare limiti ed errori. Per dare corpo a un progetto di trasformazione incisivo e inclusivo. Direi per aggiornare il profilo politico del PD, facendone la dorsale del sistema democratico riformato e di un centrosinistra attraente.

Matteo Renzi ha scrollato l’albero di una struttura Paese incistata da conservatorismi, caste e oligarchie. Radicata in un riformismo proclamato e raramente praticato. È caduto anche qualche frutto sanno che sarebbe stato ben meglio non cadesse. Ma il progetto di liberare il Paese da ciò che Guido Carli definì lacci e lacciuoli non deve essere abbandonato. Altrimenti non recupereremo mai il gap di crescita che ci separa dal resto d’Europa. Per colpa nostra non dell’Europa. Con questi lacci non ci sarà crescita, non ci sarà inclusione, non ci sarà eguaglianza. Questa era la ragion d’ essere del PD dieci anni fa. Va ribadita oggi dallo stesso luogo. In un Occidente in cui la globalizzazione ha generato nuovi poveri in balia di populismi e sotto attacco dei fondamentalismi.

Contrariamente a ciò che sostengono alcuni che si sono purtroppo separati da noi, è la destra che esiste in natura non la sinistra. La sinistra nasce per contrastare e contenere ciò che un tempo si chiamava darwinismo sociale. Per promuovere inclusione. Perciò è colpa grave dividere e scindere, rinunciando a far vivere il pluralismo dentro di noi. Un grande italiano di questa città, Norberto Bobbio, ventitré anni fa scrisse un libro significativo, DESTRA E SINISTRA. Metteva in luce le radicali differenze tra le due nozioni socio-politiche. A chi si è separato da noi, ma penso anche ad alcuni di noi, sarebbe utile una rilettura di quel testo. Per aggiornare mappa e coordinate. Per scoprire che pur con errori evidenti questo Pd non ha smarrito la via.

Renzi ha compiuto diversi errori di approccio e di valutazione. Il quaranta per cento alle europee non era un’ investitura diretta ma la richiesta di aiuto di un popolo smarrito. Il referendum sulle trivelle non era un un atto contro la modernità ma un appello contro la globalizzazione che intimorisce. Il referendum costituzionale è passato per il suo contrario: una compressione di partecipazione e democrazia anziché la valorizzazione di entrambe. Un di meno invece che un di più. Errori politici che trovano origine nella ricerca di una relazione diretta tra leader e popolo, saltando tutto ciò che sta nel mezzo. Ma così il leader si fa popolo a caro prezzo e il popolo non si fa nazione. Ciò che sta nel mezzo in passato spesso ha generato concertazione e consociazione. Oggi deve indurre partecipazione e condivisione. Il salto produce lacerazioni e sconfitte, soprattutto in tempo di crisi. Soprattutto in un Paese a fragile tenuta, caratterizzato da una commistione tra conservatorismo di massa è riformismo virtuale che passa con troppa nonchalance da Piazza Venezia a Piazzale Loreto. È il riformismo a non essere un pranzo di gala, altro che rivoluzione. Perché la ragione non sempre sta con la maggioranza, ma senza maggioranza la ragione è irragionevolezza. Perciò non basta un leader illuminato e determinato. Serve una comunità. Serve un corpo partecipe, non un’intendenza che segue. Convinto e dunque convincente. Insomma serve un partito.

Ma di cambiamenti veri sono ricche le pagine dell’agenda di questi tre anni, seppur in condizioni proibitive data l’assenza di una maggioranza di Governo lineare e il permanere di un debito pubblico altissimo. Dunque la domanda di fondo è: al netto degli errori l’azione riformista immaginata e perseguita in questo tempo è servita e serve al Paese? Io penso sia servita e serva moltissimo. È la ragione per cui persone come me sono qui e non altrove. Io che non sono mai transitato dalla Leopolda penso che si possa andare oltre il Lingotto senza passare per Bad Godesberg. Noi dobbiamo impedire che la vittoria del no tiri il sipario sul cambiamento del sistema politico e istituzionale. Senza quel cambiamento è complicato governare l’economia e combattere le diseguaglianze. Trasformazione istituzionale inclusione sociale sono le due facce di una medesima medaglia. Quella medaglia si chiama civiltà democratica. Una grande cultura socialista, poi purtroppo perdutasi nei miasmi della questione morale, in quattro parole definì un progetto strategico: PROMUOVERE I MERITI E AFFRONTARE I BISOGNI. Da lì occorre ripartire. Non si può senza politica e senza cambiare la politica. Non si può senza Europa e senza cambiare l’ Europa. Non si può senza partecipazione e senza cambiare la Repubblica.

In questi anni ci abbiamo provato. Alcuni risultati sono venuti. Se Renzi non li rivendicasse sarebbe omissione di verità. Gli errori possono offuscare i risultati ma non cancellarli. È in corso un poderoso tentativo di ripristino dell’Ancien Régime. Con lo scopo di affrontare i populismi si fanno morire le diversità e le alternanze. Il ritorno al proporzionale della Prima Repubblica sarà l’asfissia della democrazia e non fermerà i populismi. Un ritorno oltretutto imperniato su partiti non più partiti, sradicati socialmente e spesso ridotti a grumi di potere. Occorre evitare assolutamente l’ inversione di rotta e portare a compimento una riforma elettorale e un impianto costituzionale di stampo maggioritario e diretto. La governabilità non è la negazione della democrazia ma il suo compimento nella libertà. Con un sistema equilibrato di pesi e contrappesi. Anche da qui può muovere un nuovo e moderno centrosinistra. Spero che dalle imminenti elezioni francesi venga una poderosa testimonianza a sostegno di queste esigenza italica.

Questo luogo, ciò che ne uscirà in termini di progetto, di visione costituisce ad oggi l’unico argine alla deriva. Dobbiamo raccontarlo. Per unire, dopo e oltre il quattro dicembre, chi convintamente ha votato sì e diversi che pur votando no non hanno smarrito le ragioni del cambiamento. Per questo il combaciare di Segretario e candidato leader non è velleità o carta straccia. È un vero combinato disposto sostanziale. È un’idea di democrazia repubblicana per riconnettere istituzioni e popolo. In questa resistenza che è speranza c’è voglia di futuro. C’è un’ idea di partito. C’è un’idea di Italia. E la stabilità potrà essere qualcosa di più della paura del voto che sorregge l’attuale continuità parlamentare. Dunque niente paura come cantava Ligabue. Non stiamo andando contro il muro come diversi commentatori interessati e rassegnati ci dicono. Stiamo cercando di evitare che la breccia si chiuda. Non serve per questo coraggio, serve responsabilità verso il Paese e convinzione nei valori che ci hanno portati qui. Valori non di ex, non di post ma di gente presente che incarna le ragioni di un impegno che ci accomuna. “