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Paullese: la Regione finalmente si è mossa. Previsti 23,5 milioni di euro per il completamento

Il completamento del raddoppio della Paullese è una realtà, almeno sulla carta. La Giunta regionale ha infatti messo nero su bianco in maniera definitiva il finanziamento di tutti i lavori: questo è avvenuto tramite il “Programma degli interventi prioritari sulla rete viaria di interesse regionale”, una delibera formale nella quale vengono inserite sia le opere realizzate, sia quelle da realizzare. Queste ultime sono divise tra quelle che hanno tutte le risorse necessarie e quelle che invece non hanno i soldi neppure per iniziare i lavori. Nel documento di quest’anno la Paullese ha finalmente tutti i soldi necessari per il completamento di tutta la tratta. All’interno della delibera, infatti, sono stanziati i 23 milioni e 500 mila euro mancanti per la realizzazione del tratto di strada tra il Comune di Zelo Buon Persico e il ponte sull’Adda di Spino, l’ultimo stralcio mancante del lotto 2.

Agostino Alloni, consigliere regionale PD, si è detto molto soddisfatto di questa decisione di Regione Lombardia: “Bene, adesso le risorse ci sono tutte sulla carta. Ora bisogna passare dagli impegni alla realizzazione concreta. E’ opportuno quindi che la Città metropolitana di Milano (per la tratta di competenza) e la Provincia di Cremona (per il ponte sull’Adda) facciano il necessario per indire le gare e iniziare al più presto i cantieri, che andranno ad aggiungersi ai lavori già aggiudicati e previsti per il prossimo mese di marzo per il tratto tra Pantigliate e il casello autostradale TEEM a Paullo (primo stralcio del lotto 2). A margine di questa vicenda, mi sento di ringraziare il Presidente della Provincia di Cremona Davide Viola e l’assessore regionale Sorte per l’impegno profuso durante tutto il 2017, che ha portato a questo importante risultato concreto. Certo, in questo periodo non sono mancate le sollecitazioni del gruppo del Partito Democratico in Regione che, attraverso mozioni e Odg, ha più volte indicato le soluzioni possibili per lo stallo in essere.  Ricordo anche che lungo l’asta della Paullese non va dimenticato il progetto del prolungamento della linea metropolitana da San Donato a Paullo, che continuo a pensare come assolutamente necessario per il futuro della mobilità sostenibile sul nostro territorio. Cosi pure è necessario proseguire sull’incentivazione del Trasporto pubblico locale: l’obiettivo primario resta quello di ottenere un treno “Diretto” tra Crema e Milano, senza però dimenticare il trasporto pubblico su gomma che ha bisogno di ripristinare, ad esempio, le due fermate per gli autobus nel Comune di Spino d’Adda, purtroppo “sparite” con l’inizio dei lavori di riqualificazione di quel tratto di Paullese”.  

Soddisfazione è stata espressa anche da parte del segretario provinciale PD Matteo Piloni, che dichiara “La Regione ha stanziato (almeno sulla carta, ma é la prima volta!) 23,5 milioni per il completamento del secondo lotto della Paullese, tra Spino d’Adda e Zelo. Un’ottima notizia per il territorio. Un plauso ai sindaci, di ieri e di oggi, che non hanno mai mollato la presa. Ad Agostino Alloni che é sempre stato “sul pezzo”. Al Presidente della Provincia Davide Viola, e prima di lui Carlo Vezzini, e all’assessore Alessandro Sorte che ha mantenuto l’impegno. Ora città metropolitana faccia la sua parte per avviare la gara e i lavori, e la Regione affidi alla Provincia di Cremona l’incarico per il progetto del Ponte di Spino (i soldi già ci sono!!) così da avere poi l’ok del Ministero e avviare i lavori entro i tempi previsti. Diamoci da fare!”

Crisi idrica, Alloni e Barzaghi (PD): “Invasi nelle cave, soluzione sbagliata”

Voto contrario del gruppo regionale del Partito Democratico, in Commissione Ambiente di Regione Lombardia, al progetto di legge sulle Nuove norme per la mitigazione degli effetti delle crisi idriche sul settore agricolo, la proposta che intende utilizzare le cave dismesse come invasi per l’acqua. A spiegare nel dettaglio perché l’idea non convince, Laura Barzaghi e Agostino Alloni, consiglieri regionali del Pd: “Intanto, il provvedimento dovrebbe essere anticipato da un documento che riporti il reale fabbisogno idrico generale, non solo riferito all’agricoltura – ha esordito Barzaghi –. Poi, il Governo si sta muovendo con le Regioni per studiare una soluzione proprio relativa ai bacini idrici di raccolta acque. La misura che vogliamo approvare in Lombardia rischia di scontrarsi con quella nazionale che sta venendo avanti”.

Dopo ci sono gli aspetti più tecnici: “Il progetto di legge parla di utilizzo di cave dismesse che non si concilia con gli accordi di riambientalizzazione cui deve sottostare il cavatore e di fatto solleva da questa incombenza l’operatore privato. Un provvedimento del genere, dunque, aprirebbe un mercato diverso a un bene tutto sommato di proprietà pubblica”. La Barzaghi ha anche sottolineato la necessità di distinguere tra “invasi con acqua piovana e opera di laminazione per le esondazioni, due situazioni che richiedono un trattamento diverso”.

Ma è stato Alloni ad affondare il colpo: “Tutto nasce da una richiesta di un preciso territorio, quello del Consorzio di bonifica del Chiese. Bene: attraverso il loro Piano comprensoriale di bonifica, il Consorzio, le istituzioni locali, insieme ai cittadini, possono benissimo prevedere di utilizzare le proprie cave dismesse come invasi. Ma non serve di certo una legge regionale che, per altro, così come impostata, può andare bene solo in determinate zone pedemontane, non certo in montagna e tanto meno in pianura, ricca di risorgive e con cave interconnesse direttamente con la falda. In pianura il rischio è quello di ottenere il risultato opposto e penalizzare gli stessi agricoltori”.  E soprattutto, ha sottolineato il consigliere Pd: “Qui saremo costretti ad andare a modificare il Piano cave e fare una variante è complicatissimo, soprattutto nella province dove i piani non sono mai stati applicati perché bloccati da ricorsi e contro ricorsi. Senza contare che per poter applicare l’impermeabilizzazione si dovrà nuovamente scavare un po’ e questo vuol dire rimettere in funzione la cava e dare al privato la possibilità di modificare lo stato dell’ambiente a impianto chiuso”.

Quote latte: respinto il ricorso su una vicenda tutta colpa della Lega oggi autonomista

“La mala gestione, all’epoca tutta in capo allo Stato, degli stessi che oggi si proclamano autonomisti, ha danneggiato i nostri allevatori e ora rischia di ripercuotersi ancora sulle casse pubbliche”, è il commento di Marco Carra, Agostino Alloni e Giuseppe Villani, consiglieri regionali del PD, componenti della Commissione Agricoltura, alla notizia del ricorso dell’Italia respinto dalla Corte di giustizia europea sul recupero integrale degli aiuti per le quote latte.

“La politica della Lega su questa vicenda ha costretto la stragrande maggioranza dei 32mila allevatori italiani che hanno rispettato le regole, a pagare anche per quei pochi, evidentemente protetti e coperti dal Carroccio, che non lo hanno fatto”, dicono Carra, Alloni e Villani.

Questo, oltre a dimostrare una volta di più l’inefficacia dei governi del centrodestra su questo tema, comporta ancora danni dal punto di vista politico ed economico per l’Italia. E guarda caso – aggiungono i consiglieri PD – a mettere in piedi, a spese dello Stato, tutta questa ingarbugliata vicenda sono stati coloro che oggi rivendicano l’autonomia delle Regioni, in primis quel Ministro Zaia che non si è fatto problemi ad accollare a tutta la comunità i costi dei singoli”.

Ex tribunale di Crema, Alloni (PD) scrive a Maroni: “Il governatore accolga la disponibilità del Comune”

Il consigliere regionale del Partito Democratico Agostino Alloni ha chiesto al presidente Maroni di dare seguito alla promessa fatta in occasione della sua visita a Crema in occasione della recente campagna elettorale per le comunali: l’ex tribunale cittadino deve diventare un presidio  territoriale polivalente, a carattere sociosanitario, con un reparto di neuropsichiatria infantile, un centro multidisciplinare con reparto di degenza  (Presst), un consultorio, un magazzino farmaci e un poliambulatorio. A questo scopo Alloni ha preso carta e penna e ha indirizzato una lettera al presidente della Regione e per conoscenza al sindaco di Crema Stefania Bonaldi, nonché alla dirigenza dell’Asst e ai colleghi Carlo Malvezzi e Federico Lena per chiedere in tempi brevi l’istituzione di uno specifico incontro tecnico-politico allargato al fine di dare il via alla progettazione.

L’iniziativa di Alloni fa seguito alla richiesta del sindaco Bonaldi, avanzata per lettera a Maroni lo scorso primo agosto, a cui al momento non è ancora giunta risposta. “Maroni in campagna elettorale aveva preso un impegno che siamo certi vorrà ora onorare – dichiara il consigliere Alloni – anche se le elezioni non sono andate come lui auspicava. A Crema c’è uno spazio, quello dell’ex tribunale, che può essere utilizzato a vantaggio della comunità e c’è la disponibilità del Comune a cederlo gratuitamente in cambio di nuovi servizi sociosanitari. Esiste un progetto in questa Direzione presentato in Regione dalla Asst locale, concordato con tutti i sindaci del cremasco. Manca solo la volontà della Regione. Io propongo di aprire un tavolo operativo che coinvolga tutte le istituzioni per arrivare a un risultato in tempi ragionevoli”.

Dunas, Alloni (PD): “La giunta regionale dice che la tassa va pagata”

“L’assessore regionale al Territorio Beccalossi, a nome della Giunta di centrodestra, ha detto a chiare lettere che bisogna pagare la tassa al Dunas”, è tranciante Agostino Alloni, consigliere regionale del Partito Democratico, dopo che questo pomeriggio ha ascoltato l’assessore di Maroni rispondere alla sua interpellanza a proposito del Consorzio di bonifica.

“Alla mia richiesta specifica se la Regione non ritenga necessario sospendere con urgenza gli effetti della sua delibera del 29 dicembre 2016, in attesa dell’approvazione del Piano comprensoriale di bonifica del Consorzio Dunas, la Beccalossi è stata chiara – continua Alloni –: ha confermato che in punta di diritto è tutto a posto e le scelte fatte dalla Giunta regionale sono corrette. Quindi, gli stessi amministratori della loro parte politica se ne dovranno fare una ragione. Per la verità, adesso che le elezioni di Crema hanno avuto l’esito che tutti sanno, le evidenti strumentalizzazioni sono cessate. E oggi, in Commissione, sia Lena che Malvezzi, consiglieri di maggioranza, sono rimasti in silenzio”.

Eppure, ad Alloni non va giù il fatto che “bastava aspettare due giorni e nessuno avrebbe pagato nulla per il 2017. Invece, quella delibera, contenente un emendamento dell’assessore alle Finanze Garavaglia all’assestamento di bilancio approvato dal Consiglio e fatto appositamente, è stata approvata proprio il 29 dicembre, dando modo così al Dunas di chiedere la riscossione della tassa”. Ma il consigliere PD resta dell’opinione che “è sbagliato approvare un Piano di classificazione senza un Piano di bonifica. Che premura aveva il centrodestra regionale di prendere una decisione del genere? A meno che, appunto, non fosse una mossa elettorale per screditare il Comune di Crema. Ma a Maroni e ai suoi è riuscito solo far arrabbiare i propri amministratori sul territorio”.

Dunas, Alloni (PD): “La giunta regionale sospenda la tassa”

La vicenda del Dunas, il Consorzio di bonifica costituito con decreto del presidente della Regione ad agosto del 2012 e nato dalla fusione dei comprensori Adda-Serio, Naviglio Vacchelli e Dugali, doveva essere trattato domani, durante la seduta di Consiglio regionale, come question time. “Ma per la ripartizione degli atti che ogni Gruppo politico può presentare, la mia interrogazione a risposta immediata è saltata, guarda caso. Quindi l’ho presentata come interpellanza con risposta in Commissione Agricoltura di cui faccio parte e dove l’assessore dovrà venire a dare spiegazioni delle decisioni della Giunta”, spiega Agostino Alloni, consigliere regionale del PD e primo firmatario della richiesta.

Nell’interpellanza viene spiegata tutta la questione: “Il territorio del Comprensorio cremasco Adda-Serio, prima della fusione, non era mai stato interessato da strumenti quali il piano comprensoriale di bonifica e il piano di classificazione degli immobili e dall’applicazione della relativa contribuenza. – illustra Alloni – Con una interrogazione dell’aprile 2016 già segnalavo alla Giunta regionale l’importanza di modificare i termini di approvazione dei piani di classificazione degli immobili e dei piani comprensoriali di bonifica, evidenziando nelle premesse l’opportunità di prevedere l’approvazione almeno contestuale, da parte dei Consorzi di bonifica, del piano comprensoriale di bonifica e del piano di classificazione degli immobili”.

Non solo: “Dopo un nostro emendamento all’assestamento di bilancio 2016/2018, che chiedeva di prevedere l’adozione del piano di classificazione degli immobili contestualmente o successivamente l’adozione del Piano comprensoriale di bonifica, la maggioranza, ispirata dal presidente Maroni e dal consigliere Malvezzi, ha deciso che la Giunta regionale poteva approvare i piani di classificazione degli immobili adottati entro il 31 dicembre 2016 senza necessità di previa approvazione dei relativi piani comprensoriali di bonifica, di irrigazione e di tutela del territorio rurale”, aggiunge Alloni.

A dicembre 2016 la Giunta deliberava, sulla base dell’emendamento Maroni-Malvezzi, l’approvazione con stralcio del Piano di classificazione degli immobili del Consorzio di bonifica Dunas-Dugali, Naviglio, Adda Serio, adottata in assenza del piano comprensoriale di bonifica. “Scelta che preclude la possibilità di verificare, attraverso il piano comprensoriale di bonifica, le attività effettivamente programmate in relazione al territorio interessato e non permette al cittadino e alle aziende di appurare la correttezza delle modalità di applicazione della relativa contribuenza” precisa ancora il consigliere PD.

Risultato: “Fatta così, l’approvazione del Piano ha suscitato e continua a suscitare un malcontento diffuso, manifestato espressamente sia dai Comuni, tant’è che diverse amministrazioni locali hanno presentato ricorso al Tar contro la delibera di Giunta, che dagli agricoltori, promotori di numerose iniziative che sono state occasione di accesa discussione sul tema, oltre che da singoli cittadini e famiglie del territorio – conclude Alloni –. Per questo chiedo all’assessore di sospendere con urgenza gli effetti della delibera, in attesa dell’approvazione del Piano comprensoriale di bonifica del Consorzio di bonifica Dunas, già in fase avanzata di predisposizione”.

Maltempo nel Cremasco, Alloni (PD): “Mozione urgente in Regione per la calamità naturale”

La tromba d’aria che si è abbattuta l’altro giorno sul territorio cremasco sarà oggetto di una mozione urgente che il gruppo regionale del PD sta depositando per la discussione nella seduta di Consiglio regionale di martedì 13 giugno.

“L’atto impegna la Giunta a richiedere al Governo, una volta ultimata la stima dei danni subiti dal settore agricolo, dalle infrastrutture pubbliche e dalle abitazioni civili, la dichiarazione dello stato di calamità naturale, oltre all’impegno a finanziare adeguatamente tutti gli interventi utili necessari – fa sapere Agostino Alloni, consigliere regionale del PD e firmatario della mozione –. Inoltre, si chiede di verificare la possibilità di individuare, anche in occasione dell’assestamento di bilancio, eventuali risorse regionali aggiuntive da rendere disponibili per le province più colpite, allo scopo di sostenere gli interventi previsti dal Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura per tutte le aziende agricole che hanno subito danni irreversibili”.

Nella mozione si spiega, infatti, chiaramente quanto successo solo poche ore fa in una ampia zona della provincia di Cremona: “Il territorio della Pianura padana con particolare riferimento ai comuni della zona di Campagnola, Quintano, Casaletto Vaprio, Pandino e Torlino Vimercati, sono stati soggetti a eccezionali fenomeni temporaleschi, con trombe d’aria che hanno provocato gravi danni alle infrastrutture pubbliche e private e alle attività agricole. Danni alle stalle e ai fabbricati a uso zootecnico per il ricovero per il fieno, ai campi di mais e orzo, e a Campagnola Cremasca almeno due cascine e moltissime abitazioni sono andate praticamente distrutte”, fa sapere il consigliere PD ai colleghi che martedì dovranno votare in aula.

Paullese: Alloni e Viola rispondono alle dichiarazioni di Salini e Malvezzi

In risposta alle dichiarazioni di Massimiliano Salini (eurodeputato di Forza Italia) e Carlo Malvezzi (consigliere regionale di Forza Italia) sui finanziamenti necessari al completamento della Paullese,  ecco le note di Agostino Alloni (consigliere regionale PD) e Davide Viola (presidente della provincia di Cremona):

“Presi dalla foga di salvare il soldato Zucchi nella corsa alla carica di sindaco di Crema il duo Salini-Malvezzi fanno a gara a chi le spara più grosse. Il tema è sempre quello delle infrastrutture di interesse regionale. Prima la Stazione Fs di Crema e ieri quello dei lavori della Paullese  e in specifico del nuovo ponte sull’Adda; guarda caso due infrastrutture di competenza di Regione Lombardia.  Nè sulla prima, nonostante la firma del protocollo di Regione, Rfi e Fs, nè sulla seconda, Maroni non ha voluto dirottare le risorse necessarie per completare i lavori della ex Paullese, che, lo ricordiamo, oltre al Ponte ha bisogno di altri 15 milioni di euro per il tratto lodigiano che va dall’Adda a Zelo Buon Persico. Eppure la Paullese è una delle arterie più incidentate e tra quelle che assolvono davvero un ruolo strategico per la mobilità a  livello lombardo. 

Ed è ridicolo e pure vergognoso, che le risorse definite con il Governo Renzi dentro il “Patto per la Lombardia” vengano sbriciolate in 12 tranche provinciali. Ci voleva coraggio e capacità nell’indicare le priorità; cosa che a Maroni  e ai suoi sodali, e tra questi per primo ci metto Malvezzi, evidentemente è mancato. Maroni ha fatto il gioco delle tre carte, come un prestigiatore, facendo apparire e scomparire le risorse a seconda degli interlocutori e del tavolo al quale era di volta in volta seduto. Nelle slide proiettate mesi fa durante gli incontri di Maroni e Renzi risultava una postazione di 16 milioni di euro specificatamente destinate al completamento della ex Paullese. Risorse che gli amici di Zucchi, con la complicità di Malvezzi, hanno fatto sparire. 

Dal canto suo il Presidente della Provincia Davide Viola (si veda la dichiarazione a fondo pagina) ha già chiarito che le “risorse per completare il Ponte sull’Adda ci sono tutte!” Semmai, appunto, mancano quelle per il tratto Spino-Zelo. E per questo motivo, visto che i soldi nel “Patto” sono stati fatti sparire da Maroni, ecco che i sindaci Poli e Lorenzini ( entrambi del Pd…!) hanno già  chiesto qualche giorno fa e con urgenza all’assessore Sorte la disponibilità ad incontrarsi per il reperimento delle risorse mancanti.  E Zucchi? Confonde la Paullese con la Tangenzialina del Pip e per la ex Olivetti. Entrambe necessarie e chiesta, quest’ultima, a gran voce, dal presidente cremasco di Forza Italia e dagli imprenditori cremonesi. Anche per questo motivo è bene che rimanga solo un semplice candidato Per il bene dei cremaschi”. 

Agostino Alloni – Consigliere regionale PD

 

“In riferimento a quanto espresso dal consigliere Malvezzi giova ricordare come la rete stradale lombarda sia oggetto di una importante opera di ridefinizione che riguarda la Paullese stessa. Le risorse necessarie per il completamento del tratto di interesse (Ponte sull’Adda) sono disponibili nelle economie dei precedenti lotti cosi come recentemente definito al Tavolo della Paullese (Regione, Provincia, di Lodi e di Cremona e comuni interessati) convocato dall’assessorato lombardo alle infrastrutture. Non vi è stata quindi nessuna dimenticanza e tanto meno ritardo nella definizione delle richieste”. 

Davide Viola – Presidente della Provincia di Cremona

Dunas, bocciato il ricorso al Tar. Il commento di Agostino Alloni (PD)

Il Tar della Lombardia ha respinto il ricorso di alcuni Comuni contro il contributo di bonifica introdotto dal Consorzio Dunas, costituito a seguito della legge regionale n. 7/2003. Nell’ordinanza si motiva l’inammissibilità del ricorso “in quanto proposto in forma collettiva nonché per carenza di interesse, non avendo dato i singoli ricorrenti dimostrazione di come la deliberazione incida in senso negativo sulla posizione di ciascuno di essi, in quanto contribuenti del Consorzio”.

Su questo tema avevano tentato di speculare, dal punto di vista elettorale, i candidati sindaco di Crema di centrodestra e Movimento 5 Stelle, criticando la decisione dell’amministrazione Bonaldi di non aver partecipato al ricorso al Tar come altri Comuni del territorio. In modo particolare appaiono paradossali le critiche provenienti da Enrico Zucchi, candidato sindaco di Lega Nord e Forza italia, le due forze politiche che governano in Regione Lombardia e che hanno prima approvato la nascita del nuovo consorzio di bonifica e poi opposto resistenza in giudizio a difesa del contributo Dunas.

Agostino Alloni, consigliere regionale PD che da tempo ha seguito questa vicenda, ha così commentato: “Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva del provvedimento assunto dal consorzio di bonifica. Si andrà adesso a valutare il merito della vicenda. Intanto si è scoperto che la Regione si è costituita nel giudizio. Per difendere la propria delibera del 29 Dicembre che ha prodotto l’emissione delle cartelle esattoriali per i cremaschi. Avevo detto a Zucchi, candidato sindaco di destra e Lega, di chiedere alla giunta Maroni di ritirare il provvedimento, invece di chiedere al sindaco di Crema di fare ricorso al Tar. Eccoci serviti. Spendiamo soldi pubblici ( dei comuni) per fare ricorsi e altri soldi pubblici ( Regione e Consorzio) per difenderci. Un bel sistema di governo della cosa pubblica”.

Patto per l’acqua, Alloni (PD): “In tempi di siccità e alluvioni serve un accordo con il mondo dell’agricoltura”

È urgente la convocazione del Tavolo regionale per il monitoraggio delle risorse idriche e la riattivazione del Patto per l’acqua, anche alla luce del recente allarme siccità lanciato dai rappresentanti di categoria degli agricoltori. Lo ha detto, stamattina, durante il Consiglio regionale, Agostino Alloni, consigliere regionale del PD e componente della Commissione Agricoltura, presentando un’interpellanza sul tema.

“La Lombardia è una regione ricca di acque, ma negli ultimi decenni diversi fattori hanno aumentato la frequenza dei fenomeni estremi sia di crisi idrica che alluvionali – ha spiegato Alloni in Aula –. Nel 2007, Regione Lombardia ha cercato di intervenire, coinvolgendo ben 67 soggetti interessati, e, con l’obiettivo di affrontare la questione della gestione delle acque, è nata l’idea di un Patto per l’acqua che definisse azioni utili soprattutto in fase di emergenza”.

Rimasto disatteso per anni, secondo Alloni e il PD “sarebbe opportuno sottoscrivere nuovamente il Patto per l’acqua, partendo dalla riscrittura di nuove regole di gestione. E in questo senso, come Consiglio, abbiamo approvato una risoluzione, a dicembre 2015, con l’impegno per la Giunta a riavviare il Patto. Nel corso di un’audizione, ad aprile 2016, in Commissione Agricoltura, con l’assessore al Territorio Beccalossi, si era proprio parlato della necessità di convocare una specifica conferenza, entro l’anno, per approfondire e condividere le problematiche legate al tema del deflusso minimo vitale (Dmv). E la Beccalossi aveva dato piena disponibilità”.

Fin qui i fatti. Ma alle domande relative a quando questi passaggi si sarebbero finalmente svolti, Alloni, oggi, si è sentito rispondere che “non si faranno: l’apertura del tavolo del Patto non verrà accordato. Secondo noi è un grave errore, perché è vero che le regole sono stabilite dalle assemblee legislative e applicate dai governi, in questo caso la Giunta, ma la vicenda è di una complessità che era indispensabile e opportuno coinvolgere i consiglieri e i portatori di interesse dei diversi territori, per come dovrebbe funzionare il lavoro di squadra, a mio modo di vedere. Anche perché rimane il tema di attuare una gestione efficace del deflusso minimo vitale da parte di chi si occupa del singolo corso d’acqua, che attualmente è inapplicata, ma sarebbe fondamentale. E in questo il Patto per l’acqua è l’unico strumento e va rimesso in corso subito”.